Una proposta di rassegna

di Claudia Cecilia Pessina

Svenska Dagbladet – Svezia

Dick Harrison – 10 aprile 2019

Due Sicilie?

Le mappe storiche d’Europa riportano la curiosa designazione “Regno delle Due Sicilie”. Sicuramente non esistono due isole con lo stesso nome. Perché allora si parla di due Sicilie? Fino alla fine del XIII° secolo isola e terraferma erano fuse in un unico regno meridionale, il “Regno di Sicilia”. A governare era il principe tedesco Hohenstaufen, inviso al Papa, che si alleò con Carlo d’Angiò, il cui piano – dopo la conquista del Regno di Sicilia nel 1266 con cui ottenne ampia influenza anche sul resto d’Italia – era di assumere il controllo dell’intero Mediterraneo orientale cristiano. Un po’ troppo, visto dalla prospettiva dei vicini. L’imperatore bizantino Michele VIII Paleologo e Pietro III d’Aragona cercarono di formare coalizioni contro di lui, favoriti dal suo feroce governo in Sicilia, dove la popolazione era oppressa e vessata da tasse severe. Il secondo giorno di Pasqua del 1282, i palermitani insorsero contro i padroni francesi. Il massacro fu seguito da una rivolta generale. Pietro III assunse l’isola come regno personale. Da quel momento ci furono due regni nell’Italia meridionale, entrambi chiamati Sicilia, uno sull’isola e uno sulla terraferma. Quando successivamente l’isola e la terraferma in varie fasi furono unite sotto lo stesso re, fu usato “Regno delle Due Sicilie”.

NYT – Stati Uniti

Kate Maxwell – 6 maggio 2019

Destinazione Val di Noto

Date le distanze da percorrere e le strade imperfette, il buon senso suggerisce anche ai visitatori più ambiziosi di limitarsi a un lato solo dell’isola. Quale scegliere? Non c’è da sbagliare in realtà. Ma, certo, è la costa orientale a ospitare l’Etna, il maestoso vulcano attivo più alto d’Europa. E questa era anche la parte preferita dai Greci, che colonizzarono la Sicilia tra l’VIII e il VI secolo avanti Cristo, facendo di Siracusa una vivace capitale. Oggi questa deliziosa città portuale è un buon posto per iniziare un tour della regione. Abitata ininterrottamente per 3000 anni, la sua bellezza rispecchia le vicissitudini storiche. Accanto al Duomo in pietra bianca si trova un’altra chiesa che ospita un capolavoro tardivo di Caravaggio, giunto in Sicilia nel 1608, in fuga dalla prigione maltese. Ricostruite in stile tardo barocco dopo il terremoto del 1693, anche le cittadine del Val di Noto, Ragusa, Modica e Noto, con le loro piazze e chiese in pietra scolpita, sono in piena fase di rinascita.

China daily – Cina

Xinhua – 26 giugno 2019

La grande sfida dei rifiuti

Nonostante i grandi passi avanti nel riciclo e nella graduale eliminazione della plastica monouso, lo smaltimento dei rifiuti continua a rappresentare una grande sfida per l’Italia. Il Paese ha infatti troppo pochi impianti di smaltimento e il sistema di gestione non viene aggiornato abbastanza velocemente rispetto alla crescita dell’immondizia, generata anche dal turismo. Di conseguenza, gran parte dei rifiuti non riciclati viene spedita in Paesi con sistemi di gestione più sviluppati. Inoltre in alcune regioni le organizzazioni criminali scaricano illegalmente rifiuti in mare o in cave abusive. L’Italia sta comunque scalando le classifiche, secondo il direttore generale di Legambiente, Giorgio Zampetti, che ha dichiarato che con circa il 55 per cento dei rifiuti differenziati, a fronte del 47 per cento dell’Unione Europea, ora si trova nella metà superiore della tabella. “C’è ancora una grande differenza tra nord e sud”, riferisce Zampetti. “Le regioni settentrionali come Veneto, Lombardia e Piemonte hanno alcuni dei più alti tassi di riciclo in Europa. La Campania ricicla quasi la metà dei suoi rifiuti, ma la Sicilia rimane una sfida”.