Nel cuore del Parco dei Nebrodi, a 1450 metri di altitudine, si trova il “Bosco della Tassita”, il più vasto e meridionale d’Italia, dove vegetano alcuni degli alberi monumentali, tassi, aceri montani, faggi, più antichi della Sicilia. Un luogo dove vivere lo spettacolo di una natura primordiale

di Alessandra Turrisi

Il bosco delle fate abita qui. Nel cuore del Parco dei Nebrodi, a 1450 metri di altitudine, dove i muschi abbracciano alberi secolari e l’intricato retablo di rami sembra voler trattenere l’ingresso della luce, c’è un piccolo lembo di terra, circa trenta ettari, dove il clima, i vegetali, il suolo sono rimasti tali e quali al momento in cui la Sicilia si staccò dal continente.

Meno di un’ora di cammino da Portella dell’Obolo, nel territorio del Comune di Caronia, lungo un sentiero semplice, adatto anche a chi non è un esperto di trekking, e ci si ritrova immersi in una radura fittissima e rigogliosa, vellutata e ombrosa. Il bosco della Tassita è il più vasto e il più meridionale in Europa, dove domina il Tasso Baccato, considerato un relitto terziario, ossia una specie molto diffusa fino a due milioni di anni quando il clima era più temperato e umido, capace di trasformare una fetta di territorio siciliano in una selva scozzese o balcanica.

Anche in piena estate, lasciando a valle temperature torride, basta varcare questo luogo sospeso nel tempo per vivere una giornata immersi in quel pezzetto di preistoria custodito a pochi chilometri dal paese, respirare la purezza dell’aria profumata di muschi, ammirare i “grandi patriarchi” che da oltre cinquecento anni ramificano indisturbati, condividendo quell’equilibrio climatico perfetto con aceri, faggi e agrifogli.

In quest’area di riserva integrale, il padrone incontrastato è l’albero di tasso, appunto, che appartiene alla famiglia delle Taxacee, parente del più comune cipresso, “il cui nome volgare è ‘Albero della morte’, per il fatto che tutte le parti della pianta, ad esclusione del frutto, risultano essere tossiche. Ma la pianta secerne anche un’altra sostanza, un diterpenoide, il taxolo o tassolo, adoperato nella terapia oncologica” racconta Ignazio Di Gangi, agronomo del Parco dei Nebrodi. In questa località il tasso vive in consorzio anche col frassino siciliano, di cui si contano un centinaio di piante. Ad arricchire l’atmosfera magica del luogo è la straordinaria presenza di briofite, i muschi, che ricoprono come un cuscino verde fusti e rocce quarzarenitiche.

Proprio in questa selva si ergono maestosi alcuni degli “abitanti” più antichi del Parco, quegli alberi monumentali che da molti secoli sono a guardia del bosco. Un volume degli studiosi Rosario Schicchi, Giuseppe Bazan, Pasquale Marino e Francesco Maria Raimondo individua oltre duecento alberi monumentali e ne censisce con precisione sessanta in tutto il territorio del Parco dei Nebrodi. Ventuno di questi “patriarchi” vivono nel territorio di Caronia e sette nel bosco della Tassita. Ci sono tre alberi di tasso, la cui età è stimata tra i cinquecento e i settecento anni, con un’altezza di circa dodici metri e una circonferenza di oltre quattro metri; due aceri montani tra i quattrocento e i settecento anni, alti fino a ventisei metri e con una circonferenza di otto; un acero campestre di trecento anni; un faggio di quattrocento. E appena quindici anni fa, è stata scoperta una nuova specie vegetale, un pero selvatico descritto e classificato come Pyrus vallis-demonis.

Emanano un fascino questi “signori del bosco”, che pare di essere trasportati in un regno fantastico, di ritrovarsi all’interno della scenografia di un’avventura di arcieri e cavalieri. Confusi dal fruscio delle foglie, ecco spuntare Robin Hood e i suoi divertenti sodali. Nel sottobosco, i versi degli uccelli sembrano introdurre il fischiettare dei sette nani di Biancaneve di ritorno dalla miniera con i picconi in spalla.

Un’esperienza naturalistica e sensoriale, fuori dagli itinerari turistici tradizionali, ma che sempre più appassionati decidono di condividere grazie ai percorsi offerti dall’associazione naturalistica I Nebrodi, talvolta dal Comune di Caronia, o rivolgendosi direttamente al Parco. “Ci occupiamo soprattutto delle visite didattiche – spiega Di Gangi -, numerose scuole ci chiedono di organizzare escursioni alla Tassita e agli alberi monumentali. E noi cerchiamo di lavorare per la promozione e la fruizione di questo patrimonio straordinario”.

In base a una ricerca condotta alcuni anni fa dall’ente Parco dei Nebrodi e dal dipartimento di Scienze botaniche dell’Università di Palermo, il bosco della Tassita è risultato habitat ideale non solo per la vegetazione, ma anche per i piccoli mammiferi. Seguendo un ipotetico “transetto”, che dalla costa si spinge fino a 1500 metri di quota, sono state individuate sei aree rappresentative delle diverse tipologie di vegetazione della macchia mediterranea presenti nel territorio del Comune di Caronia. Osservando cinque specie di micromammiferi (topo selvatico, toporagno, moscardino, ghiro e ratto nero) “emerge che la biodiversità è superiore nelle aree a maggiore naturalità – spiega lo zoologo Antonio Spinnato – mentre risulta ridotta in quelle prossime alle vie di comunicazione o disturbate da attività antropiche”. E la maggiore naturalità, neanche a dirlo, è stata riscontrata proprio in questo bosco delle fiabe rimasto intatto dalla preistoria.

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