La natura è dove non c’è campo, e manco il miglior gestore di telefonia mobile darà mai accesso alla mamma o ai social. In Sicilia questo genere di luoghi ha una variante che li arricchisce: i pali dell’energia eolica.

di Gianfranco Marrone

Decine le definizioni che l’uomo, nel corso della sua storia, ha dato della natura. Oggi ne disponiamo di una infallibile. La natura è dove non c’è campo, e manco il miglior gestore di telefonia mobile darà mai accesso alla mamma o ai social.

In Sicilia questo genere di luoghi ha una variante che li arricchisce: i pali dell’energia eolica. Di modo che, quando credete di essere immersi in un paesaggio incontaminato, dove manco un like su Facebook o una storia su Instagram, e le vacche – sole – scacacazzano felici, ecco che il sibilo mortifero di centinaia di pale eoliche vi riporta doppiamente alla realtà. Alla triste realtà dell’artefatto meccanico, da una parte, che di naturale ha ben poco. Alla cronaca giudiziaria, dall’altra, tutta truffe e scandali e schifezze varie.

Lo stereotipo visivo che ne risulta è la mandria di mucche che pascola fra questi giganti che agitano scompostamente le braccia. Cervantes avrebbe riscritto il capitolo con Don Chisciotte e i mulini a vento. A noi resta il desiderio di un Eden meno scafato.