Francesco Coglitore organizza ormai da tempo una vera e propria programmazione di “teatro a domicilio”. Amanti dell’arte mettono a disposizione le sale delle loro case per spettacoli con pochi appassionati spettatori.

di Valerio Strati

Gustarsi uno spettacolo teatrale dal vivo stando a casa seduti in poltrona, coccolati dalle mura domestiche e attorniati da un gruppo di amici? È possibile con il Teatro a domicilio.

Questa particolare formula di divulgazione teatrale rivive in maniera nuova a Messina, grazie all’iniziativa di Francesco Coglitore. Curandone la direzione artistica, realizza una selezione accattivante che ha riscosso notevole successo. “Ho iniziato scegliendo una decina di professionisti locali – dice Coglitore -. Ho cercato messinscene che fossero facilmente veicolabili. Essenziali. Con giusto qualche elemento scenico. La maggior parte monologhi, ma ho scelto anche qualche dialogo. La prima serata l’ho organizzata a casa mia. In breve tempo sono riuscito a coinvolgere otto appassionati di teatro che hanno sposato la mia idea e messo a disposizione il loro appartamento. Basta un ampio salone dove possano sedere trenta persone. Ho fornito loro un elenco di spettacoli, dando la possibilità di scegliere quale preferissero e il giorno in cui avrebbero potuto aprire la loro casa all’evento. Così ho creato una vera e propria programmazione”.

Negli anni ’70 il teatro negli appartamenti era un modo per togliere al teatro l’aria istituzionale. Per riscattarlo dai canonici ambienti borghesi nel quale era, e talvolta ancora oggi è, confinato. Silvio Benedetto nel suo appartamento romano ne è stato un importante esempio. Oggi, complice la difficile situazione teatrale italiana e dunque la carenza di investimenti pubblici, l’operazione “teatro in casa” si ripete dalla Lombardia alla Sicilia. L’abbattimento dei costi è nella natura stessa del progetto.

Francesco Coglitore è un sessantenne con la passione e l’energia di un giovane. Impegnato continuamente nell’organizzazione di eventi culturali. Appassionato di cinema. È presidente della Federazione Nazionale Cinevideoautori e cura l’organizzazione di “Fotogramma d’oro”, festival nazionale di cortometraggi, giunto alla 51esima edizione. È un amante dell’arte tutta e in particolare della recitazione. Sempre pronto a mettersi in gioco e a scommettere su nuovi progetti, frequenta anche corsi di teatro per capire meglio il lavoro d’interpretazione dell’attore, utile quando deve dirigerli. Da parecchi anni, infatti, si occupa di regia, girando spot, cortometraggi e documentari a carattere etnografico. In più di un’occasione alcuni dei suoi girati sono stati premiati o hanno ricevuto menzioni speciali in concorsi nazionali.

“Ho pensato di portare gli attori all’interno degli appartamenti perché ritengo che oggi sia importante riavvicinare il pubblico a quest’arte magica che è il teatro – dice il regista -. Ci sono tanti artisti eccellenti, sconosciuti al grande pubblico, che non sono spinti o aiutati da nessuno e che invece vanno visti e apprezzati. È come se ci fosse un palco negato. Questa formula è un modo per restituire loro lo spazio che meritano”. Questo genere di teatro prevede una cura attenta dell’interpretazione. Una recitazione misurata. Proporzionata al luogo. Nei medi e grandi teatri occorre che l’attore spinga la propria voce sino alle ultime file di poltrone. Serve una sottolineatura dei gesti. E c’è la luce che crea un’atmosfera adatta. L’attore che invece recita in un appartamento sa che anche un sussurro bassissimo sarà avvertito, che il suo sudore sarà visto. La sua emozione doppiamente percepita. Sarà dunque nudo. E non potrà sbagliare altrimenti verrà facilmente smascherato.

Il pubblico può accedere allo spettacolo solo se invitato – racconta il direttore artistico -. Il proprietario di casa si occupa di contattare i suoi amici e di riempire il più possibile l’appartamento. L’organizzazione si avvale di una pagina di Facebook che mette in relazione il padrone di casa e gli artisti. E, a discrezione del proprietario, può capitare dopo lo spettacolo che il pubblico si ritrovi a cenare insieme con l’artista. Il primo anno è andato benissimo: venti serate con circa 600 spettatori. Oggi siamo alla terza edizione e la media spettatori è la stessa. Tra gli artisti abbiamo avuto Tino Caspanello, drammaturgo e regista di caratura internazionale, che ci ha presentato, insieme con l’attrice e compagna Cinzia Muscolino, due pièce. Una era addirittura l’anteprima di una sua nuova produzione: Niño. Francesco Biolchini, Claudia Fichera e i musicisti Mimì Sterrantino, Chiara Minaldi e Valeria Cimò sono alcuni degli altri ospiti intervenuti. Ho previsto tra le serate anche un concerto e alcune videoproiezioni cinematografiche”.

Francesco non si ferma mai. Per l’estate ha previsto di replicare le serate di teatro a domicilio in appartamenti che abbiano uno sbocco all’aperto: ville con giardino e case con patio o terrazze. Gli artisti hanno dato la loro disponibilità e non mancano le richieste del pubblico. Sono benvenuti perciò i proprietari che hanno case con queste caratteristiche e che vogliano partecipare all’iniziativa. “Per la prossima stagione invernale ho in mente di lavorare sulla qualità – dice Francesco – posso e voglio fare meglio. Specialmente sull’aspetto organizzativo. Organizzerò anche una serie di laboratori condotti da sceneggiatori, registi teatrali e cinematografici. Il mio obiettivo è creare una compagnia targata Teatro a domicilio.

 

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