Una balena come guida alla scoperta di una Sicilia fantastica. Un racconto che è diventato un libro illustrato di Angelo Bruno e Rosa Lombardo.  Un viaggio nella fantasia e nell’immaginazione

di Marta Occhipinti

Disegna chinato su un tablet che gli fa da taccuino. Colori, schizzi e pennelli su un tavolo in legno illuminato da una luce fissa. Poi, il volto di Corto Maltese che sbuca fuori tra disegni onirici di balene fantastiche, abitanti di un’Isola che non è segnata in nessuna carta: perché, in fondo, i luoghi veri non lo sono mai.  Lui grafico, lei architetto. Una coppia, nella vita e nel lavoro, di artisti palermitani con la voglia di indagare a disegni una Sicilia nascosta, terra di volti e di paesaggi che sfidano e nutrono il fantastico. Così anche una balena diventa uno dei tanti modi per viaggiare con la fantasia. Il loro incontro, quattro anni fa, poi il grande progetto di fondare la prima casa editrice di libri per bambini, fino a ideare insieme un omaggio letterario a un cult della letteratura del Novecento

Angelo Bruno si definisce un «home made man», ovvero un autodidatta fattosi editore per bambini. Rosa Lombardo, in arte “larotellina”, è più una sognatrice, progettista meticolosa di mondi invisibili, fattasi artigiana del quartiere Kalsa con il piccolo laboratorio Alab in vicolo San Carlo. Insieme hanno ideato un Moby Dick siciliano immerso tra bambù, luci e lembi di isola: un omaggio a cento anni dalla nascita di Hermann Melville che diventa un silent book made in Sicily con dentro l’immaginario mischiato di Italo Calvino, Tullio Pericoli e Hieronymus Bosch. Il loro libro, Le balene di Aristotele, esce per la casa editrice Ideestortepaper, fondata due anni fa insieme a un gruppo di creativi siciliani, di origine o adozione, e diventata in poco tempo uno dei punti di riferimento dell’editoria per bambini, anche in Italia.  

“La balena rappresenta una sfida, come per il capitano Achab. La mia è diventata un’ossessione – dice Angelo Bruno – sono ossessionato da tutto ciò che non riesco a disegnare. E allora ne ho fatto il soggetto protagonista dei miei disegni”. Ma se le sue balene, rigorosamente in bianco e nero, assomigliano più ad animali fantastici dalle sembianze mostruose, sono gli acquerelli di Rosa Lombardo ad aggiungere quel tocco sognante che fa della balena un animale materno e matrigno. Un doppio gioco con la mostruosità. “Che cos’è il fantastico? È l’inspiegabile che diventa per un momento reale, se immaginato o descritto. Angelo e io ci siamo incontrati in quel mondo lontano, mossi entrambi da un desiderio inconscio comune, così sono nate le nostre balene”. 

Hanno studiato per mesi le edizioni precedenti, anche illustrate, del romanzo di Melville. Angelo Bruno le possiede quasi tutte, nella sua piccola libreria di casa in Vucciria. C’è la prima edizione tradotta da Cesare Pavese e la versione a disegni di Roberto Abbiati, ma uno dei libri che più hanno ispirato i due illustratori è quello di Matt Kish, Moby-Dick in Pictures: One Drawing for Every Page, oltre cento balene per ogni pagina del romanzo. 

“Volevamo reinventare la nostra balena letteraria – dice Rosa Lombardo – io ho lavorato con gli acquerelli, una tecnica al limite e pericolosa, che non ti lascia possibilità di errore. Angelo ha immaginato nuovi personaggi a partire da volti reali”. Come il volto di Baldo, il loro capitano Achab, ispirato dal barista di corso Vittorio Emanuele compagno di chiacchiere e di tanti caffè.  Ma c’è anche Palermo coi suoi monumenti, trascinati via da una balena rossa, e ancora la Sicilia, con la sua macchia mediterranea che diventa una doppia balena che si riflette in due isole con un unico lembo di terra: sopra gli alberi e intorno il mare, quasi cristallino come ciò che non si vede e invece c’è. Quanto al titolo, ancora una volta siamo davanti a un omaggio a un classico: Le balene di Aristotele. “La prima citazione della balena si trova nella Historia animalium di Aristotele – dicono -, questa scoperta ci ha stupito e ci ha dato l’ispirazione per il personaggio principale”. Un Aristotele contemporaneo disperso in un’isola immaginaria alla ricerca di balene e mondi mai scoperti prima. In mezzo c’è il mare della Sicilia, una terra accogliente e nera con cui giocano i due artisti che nella balena rivedono l’immagine di una terra accogliente che abbraccia in modo materno, e allo stesso tempo di una costa che si trasforma in mostro. “C’è la balena nera che fa quasi paura: è ferita, piena di cicatrici dopo aver lottato chissà con quale mostro – racconta Lombardo – è per me il simbolo della lotta per la vita. Ma c’è anche la balena attraversata dalla luce della rinascita, di chi ritrova una speranza: quella luce è il cambiamento”. 

Prima di diventare un libro illustrato, le loro balene sono rimaste conservate per mesi sotto forma di schizzi e stampe, nel garage di casa. Alcune sono diventate parte di una mostra alla Libreria del Mare, interamente dedicata al mondo marino. Ma è con il libro che inizia una nuova vita. “In questo lavoro abbiamo riunito le nostre due identità artistiche, guidati semplicemente dall’amore per la più difficile e semplice delle creazioni: il gioco – dice Angelo Bruno -, ci siamo divertiti”.  E per non sbagliare nessuna ricorrenza, il libro è uscito in libreria il primo agosto, il giorno della nascita di Melville. “Queste balene fanno rivivere un classico, ma a modo nostro: Moby Dick è come un’Odissea che insegna a oltrepassare limiti e confini”. L’immaginario, il non conosciuto, il desiderio, tutti li hanno attraversati i due artisti: marinai nel mare dei sogni e in quello di una Sicilia di creativi.