Se mai dovessimo individuare un piatto che nella cultura popolare rappresenti il fraintendimento e l’equivoco, il cannolo potrebbe essere candidato a ricoprire egregiamente questo ruolo

di Francesco Mangiapane

Ci siamo emozionati tutti nell’assistere all’originale commemorazione del dottor Pasquano improvvisata da Montalbano nel suo ufficio durante una puntata della famosa serie tv. Una guantiera di cannoli, dolci d’elezione del dottore defunto, consumata dai poliziotti in religioso silenzio genera un’atmosfera di grande commozione. Cosa avranno questi cannoli di tanto speciale?

Se mai dovessimo individuare un piatto che nella cultura popolare rappresenti il fraintendimento e l’equivoco, il cannolo potrebbe essere candidato a ricoprire egregiamente questo ruolo. Come ricorda il semiologo Dario Mangano, cannolologo d’eccezione, la fiction è piena di riferimenti al ruolo ambiguo che la convivialità del famoso dolce tende a rappresentare. Nel Padrino, cannoli e pistole vengono considerati, proprio in virtù della forma cilindrica della loro canna, intercambiabili: insieme gioia di vivere e strumento di morte.

C’è poi la cruda realtà. Ne sa qualcosa il povero Totò Cuffaro. Anche a lui i cannoli devono essere andati di traverso quando si trovò improvvidamente a offrirli ai suoi ospiti, dopo una pesante sentenza di condanna nei propri confronti. Ancora un altro equivoco: il gesto fu considerato sommamente inappropriato, generando un’ondata di indignazione contro di lui.

Il cannolo gioca sul sottile confine fra realtà e apparenza. La sua sagoma è semplice e austera, un blocco cilindrico aperto alle estremità, farcito di ricotta. A questa promessa di ordine e di rigore, però, contravviene. Una volta inforcato, rompe le formalità e rimescola le carte, trasformando ciò che appariva ordinato e severo in un simpatico caos. Non si può finire un cannolo senza sporcarsi le mani, senza mostrare la propria vulnerabilità al prossimo, facendosi vedere bambino al suo cospetto.

Ecco il segreto dell’amicizia fra Pasquano e Salvo Montalbano. I cannoli tanto amati dal medico legale non mentono, fanno emergere, oltre ogni selvatichezza di facciata, la fanciullesca bonarietà del suo carattere. Ma, allo stesso tempo, chiamano in causa Montalbano, chiedendogli di proteggere da sguardi indiscreti la loro confidenza. Il cannolo, dolce sartriano per definizione, chiede al commissario, insomma, complicità. Si capisce, allora, come, proprio perché è impossibile rimanere con le mani pulite, sia bene scegliere con cura con chi consumarlo.