La monumentale sede dell’ex manicomio palermitano – l’antica Real Casa dei Matti – ospita adesso parecchie cose

di Gianfranco Marrone

La monumentale sede dell’ex manicomio palermitano – l’antica Real Casa dei Matti – ospita adesso parecchie cose. Nei padiglioni che furono dei folli e delle loro immani sofferenze, lontane da occhi e orecchie dei benpensanti, c’è di tutto: teatrini, asili nido, vivai, un centro congressi, uffici vari. Ma soprattutto presidi sanitari. 

Se si ha la malaugurata occasione di andarci per una visita o che, lo spettacolo non è confortante. Le tracce dell’antica follia sono patenti dovunque, dentro e fuori gli edifici. L’angoscia più cupa prende il malcapitato, soprattutto se è là in veste di paziente (molto paziente). In un ufficio in particolare, fra una stanza e l’altra, ci sono ancora le cancellate con le sbarre, atte – allora – a tenere bloccati i soggetti più restii alle sedicenti cure psichiatriche. 

L’incuria generale conduce a un’insperata avventura dello sguardo: sotto l’intonaco sbrecciato (rosa!) emergono disegni e graffiti del maltempo che fu. Ci sentiamo come Pitrè in vista allo Steri, che scopre dietro i faldoni del tribunale cittadino gli straordinari graffiti degli inquisiti secenteschi. Un’inchiesta ulteriore è d’obbligo.