Mentre preparavamo questo numero tutto dedicato al mare (mare da salvare, mare da scoprire, mare da vivere, mare da meditare) è arrivata la notizia della morte di Andrea Camilleri…

di Laura Anello

Mentre preparavamo questo numero tutto dedicato al mare (mare da salvare, mare da scoprire, mare da vivere, mare da meditare) è arrivata la notizia della morte di Andrea Camilleri, lo scrittore che negli ultimi venti anni ha forgiato l’immaginario sulla Sicilia in Italia e all’estero come nessun altro, colui che – per dirla con l’autore di un commento su Facebook pescato al volo – “ha fatto molto di più di quindici presidenti della Regione messi insieme”.

Un paragone che probabilmente Camilleri avrebbe commentato con una battuta caustica, lui che con la politica e con le follie della burocrazia (leggere per tutti La concessione del telefono, secondo me il suo vero capolavoro) non è mai stato tenero, né per voce sua né per quella del suo alter ego, Salvo Montalbano. Certo è che nessuno come lui, tradotto in oltre trenta Paesi e visto grazie alla fiction in quasi cento, è stato un ambasciatore della Sicilia. E per capirlo basta guardare la cartina dei luoghi del mondo (qui sopra, in rosso) dove il commissario-Zingaretti è arrivato: quasi tutto il pianeta.

Quale operazione di marketing avrebbe potuto innescare un processo di queste dimensioni? Fatto è che, in questo numero sul mare, per ricordare Camilleri non potevamo non andare a vedere dal vero il mare in cui il suo commissario nuota, ora con placide ora con furiose bracciate, a seconda dell’umore del momento. Ci siamo ritrovati nella villetta di Punta Secca (la casa di Montalbano) insieme con i suoi proprietari, tra ricordi di una vita e affittuari ancora bagnati, per scoprire una storia straordinaria, sospesa tra realtà e finzione. Con il busto di Camilleri a guardarci, forse divertito.