Zagarella, lo storico resort turistico alle porte di Palermo, dopo grandi ristrutturazioni e la creazione di nuovi servizi, sta conoscendo una nuova stagione di successi. Grazie a un giovane imprenditore che parla in islandese

di Guido Fiorito

Zagarella, piccolo fiore di arancio. Il paesaggio è immutato. La vista incantevole del golfo di Porticello che spazia fino al monte Catalfano. Un luogo che racconta mezzo secolo di storia, e non solo turistica. Questo è stato l’albergo dei potenti cugini Salvo, citato nei processi di mafia. Una villetta, negli anni Ottanta, ospitò Tommaso Buscetta, che qui mangiava a pranzo e a cena, e si faceva chiamare Roberto. Qui Letizia Battaglia, a una convention democristiana, fotografò Giulio Andreotti, per l’accusa prova della sua vicinanza agli esattori in odor di mafia. Uno degli elementi più discussi del processo che si chiuse con l’assoluzione. 

L’Hotel Zagarella ha ospitato anche la fondazione di un’importante neo avanguardia letteraria, il Gruppo ‘63. Il nome nasce dalla data in cui si riunì per la prima volta, dal 3 all’8 ottobre di quell’anno, il 1963, su suggerimento del grande musicista Luigi Nono che si era ispirato al gruppo 47 tedesco. Tra gli altri c’erano Alberto Arbasino, Umberto Eco, il critico Achille Bonito Oliva, Michele Perriera, Edoardo Sanguineti. Occasione per la riunione era stata la Settimana internazionale di Nuova Musica, cioè contemporanea, organizzata da Francesco Agnello. 

Adesso tutto è cambiato. Una parete in vetro all’uscita interna dalla hall sottolinea la discontinuità anche architettonica dal passato. Ma il mare blu e il panorama sono gli stessi. L’hotel è stato comprato nel 2007 dall’imprenditore lombardo Ernesto Preatoni del gruppo Domina e riaperto, dopo una profonda ristrutturazione nel 2010. Un investimento da 64 milioni di euro, cui vanno aggiunti gli altri fondi spesi per ulteriori tre restyling degli ultimi anni. Perché nella filosofia Domina non bisogna mai fermarsi. Spiega Eugenio Preatoni, 36 anni, figlio di Ernesto e oggi Ceo del gruppo Domina: “Ciò che è valido adesso sarà già obsoleto tra cinque anni. Dopo la caduta delle ideologie dovrebbe essere chiaro che non c’è una formula magica valida per sempre. Il mondo va veloce. Se una volta sopravviveva chi faceva scelte prudenti, oggi bisogna cambiare di continuo per restare protagonisti sul mercato”. 

Eugenio Pretoni visita periodicamente Zagarella. Laureato in Economia all’Università Bocconi di Milano, parla quattro lingue, oltre all’italiano (russo, francese, inglese e islandese, lingua della madre). La sua vita è un continuo giro del mondo per essere presente nelle strutture del gruppo e per trovare nuovi business. Zagarella la conosce bene anche perché qui è entrato e ha vissuto da sconosciuto nelle vesti di Carlo da Agrate Brianza, aspirante dipendente, con tanto di barba e baffi finti. È successo per la trasmissione “Boss in incognito”, mandata in onda dalla Rai nel gennaio 2016. Ha sperimentato cosa significa fare il giardiniere, il bagnino o stare al Front office nel suo hotel. “Così  truccato – spiega – non mi riconosceva neanche mia madre. Nel giardino non era facile lavorare con quaranta gradi. Ma guardando quel che succedeva da una prospettiva impossibile per un proprietario mi sono venute in mente tante soluzioni per migliorare i nostri servizi”. Nel 2016, infatti, Preatoni vara un piano per il rilancio della struttura con l’innalzamento dei servizi a clienti e soci. 

Domina Zagarella oggi ha 340 unità abitative e più di quaranta villini, immersi in un giardino mediterraneo di 28 mila metri quadrati in riva al mare. Spiega  Preatoni: “Il concetto di multiproprietà è superato. Fino a qualche anno fa l’italiano metteva in cima ai suoi desideri una casa a Cortina o a Cormayeur, adesso più che il possesso conta il consumo, il vivere il presente. Oggi le vacanze costruiscono le memorie più belle e quindi bisogna offrire servizi per raggiungere qualità di vita ed emozioni da ricordare al ritorno a casa. Siamo al tempo della sharing economy e i nostri soci fanno il time share. Ovvero offriamo loro di scegliere oltre 4200 luoghi di vacanza in cento Paesi racchiusi in un catalogo. I prezzi su questo catalogo sono determinati dalla domanda e dall’offerta. L’Italia è molto richiesta e quindi può valere cinque volte una destinazione negli Stati Uniti”. Share, in inglese significa condividere, l’auto nei centri storici cittadini come la stanza d’albergo o la casa vacanze. 

I soci di Domina Zagarella, possessori per una o più settimane di un’unità abitativa o di una villetta, sono circa duemila, prevalentemente italiani. “Stiamo cercando di incrementare le presenze di scandinavi, anglofoni e tedeschi. Bisogna soddisfare bisogni diversi. Per esempio, gli inglesi si lamentavano nei giudizi di non poter fare il tè in camera. Abbiamo messo i bollitori e adesso i loro apprezzamenti sono saliti alle stelle”. 

Non tutti i clienti di Zagarella sono soci, ci sono anche quelli che lo utilizzano come albergo e viene proposto loro, se sono interessati, l’acquisto di una settimana. “Facciamo provare benefit gratuiti per i soci, come le escursioni in barca”. 

Il padre di Eugenio, Ernesto Pretoni, è l’inventore di Sharm el Sheikh, la località di vacanza in Egitto, sul mar Rosso, dove il mare è un gigantesco acquario di pesci colorati attorno alla barriera corallina. Il resort Domina Coral Bay occupa un intero golfo largo due chilometri ed è programmata un’espansione che porterà la struttura al record di 2,5 milioni di metri quadrati. Intanto, questa estate, a partire da metà luglio, saranno  ripristinati i charter diretti da Palermo per Sharm.

“La Sicilia? Una terra talmente bella – dice Eugenio Preatoni – che dovrebbe essere più ricca, ma per far ciò i siciliani si devono impegnare, usare la materia grigia. Ricordo durante un viaggio in Thailandia un autista locale che mi diceva che la sua terra era più bella del Vietnam. Chiesi perché e mi rispose che quando tornava nella sua capanna trovava l’albero di cocco e il banano, beveva e mangiava i frutti. La sua terra era talmente bella che non doveva sforzarsi per vivere bene. Questo  vale un po’ per i siciliani. La bellezza è tale che si rischia di star fermi appagati”. 

Il turismo vive un momento di boom in Sicilia… “Ci sono le difficoltà logistiche di essere isola, ma la crescita dell’aeroporto di Palermo è un grande aiuto. Dobbiamo attrarre inglesi, scandinavi, danesi, per loro 15 gradi in aprile sono estate. Abbiamo incrementato i charter da tutta Italia e il mio sogno è un ristorante al quinto piano a Zagarella in cui pranzare guardando questo panorama mozzafiato”.