Gli Impressionisti amavano questi colori: in estate è tutto giallo grano o rosso papavero, in autunno prevalgono sfumature arancioni. Insomma, qui le stagioni ci sono ancora

di Simonetta Trovato

Gli Impressionisti amavano questi colori: in estate è tutto giallo grano o rosso papavero, in autunno prevalgono sfumature arancioni. Insomma, qui le stagioni ci sono ancora. E la vita scorre tranquillissima, come se accarezzaste uno dei tanti gatti che passeggiano indisturbati. Neanche cinquemila abitanti, Crécy-la-Chapelle è un tuffo in un poetico Medioevo: siamo nel Seine-et-Marne, qui i brasset scorrono pacifici, la maggior parte dei posti – la libreria-sala da tè, la boulangerie, la crépèrie – è affacciata su questi canali dove puoi immaginare di veder avanzare le chiatte. Che non ci sono più in effetti, ma si può ovviare affittando una canoa.

Giada Franco vive da queste parti già da un po’, da quando ha iniziato a lavorare a Disneyland Paris, che è veramente a pochi chilometri. E c’è rimasta, ha trovato prima una casa in campagna, poi ha deciso di spostarsi ed è finita a Crécy che non è esattamente un paesone, ma è un ottimo punto di partenza per esplorare una regione dolcissima. “Crécy-la-Chapelle è piccolo, lo chiamano la Vénice Briarde per i suoi canali. Qui scendo da casa e mi ritrovo in un favola tipo “Chocolàt” – racconta Giada, sbarazzina e piccola, leggera con un palermitano arrotato dalla “r” francese -, ci sono due banche, due parrucchieri, due o tre di tutto. Una dimensione umana. Molte case sono sul canale, tra vecchie ruote del mulino, lavatoi, passerelle medievali”.

I due paesi più vicini si chiamano Coulommiers e Meaux (sì, i due formaggi francesi vengono proprio da qui e si possono gustare nelle caves disseminate ovunque). A Coulommiers, oltre al castello di Madame de Longueville, c’è una commenda templare che vi farà balzare all’indietro di circa 1200 anni; a poca distanza il delicatissimo Vaux-le-Vicomte, il castello che segnò l’ascesa e la caduta di Fouquet, ministro delle Finanze di Luigi XIV; e il settecentesco chateau di Champs-sur-Marne, amato da madame de Pompadour. Tutto è vicino: Provins, Moret-sur-Loing e Meaux.

Torniamo a Crécy e dintorni. “C’è Angelo, un italiano del Sud che fa il pizzaiolo e la gente fa chilometri per venire a comprare le sue pizze. C’è Korrigan, una créperie molto buona, ma la mia preferita è una libreria e sala da tè sommersa da volumi. Entri ed è un buchino, ci sono libri dappertutto con le vetrate sul canale del Morin. Organizzano atelier di scrittura, serate tematiche. Poco lontano ha aperto da poco Le comptoir inattendu, sala da tè e boutique un po’ folle”.

Ogni giovedì si va al mercato. “Si trovano i formaggi della Brie, i salumi, la charcuterie, i vini, ma anche la frutta e la verdura appena colte nei campi”. Vicinissima c’è Provins, nella regione dello Champagne, un paese medievale, patrimonio dell’Unesco. “È molto bello, con le mura, la torre antica, gli spettacoli in stile medievale, gli esperti di falconeria che sono stati chiamati a Disneyland Paris per cacciare in maniera ecologica i gabbiani …”.