La dimostrazione che se c’è una cultura alimentare forte, nessuna sfida è preclusa

di Paolo Inglese

C’è nel sistema agroalimentare siciliano una Sicilia che non ti aspetti, quella che le tradizioni le costruisce per curiosità e grazie a una bella, e sana, presunzione. È la Sicilia che sfida i colossi del panettone, del caffè, del cioccolato e, adesso, anche della birra e delle escargot, sì, le lumache. È la dimostrazione che se c’è una cultura alimentare forte, nessuna sfida è preclusa.

Primo fu il cioccolato. Quello di Modica, antico “Stato nello Stato” appannaggio della Corona di Spagna, dove il cioccolato si lavora, da sempre, nel modo più semplice e più simile possibile a quello delle comunità di Messico e Guatemala. Altro che chilometro zero, il cacao arriva dall’Africa e in Sicilia trova altri compagni “migranti” come lo zucchero di canna, la vaniglia, il peperoncino e la cannella, a volte si unisce con le arance, un tempo anch’esse esotiche.

Oggi è un prodotto IGP, perché, certo, una fase della produzione, quella agricola, non può dirsi siciliana! Anche il caffè, come il cacao, arriva in Europa nel XVI secolo. Sono gli anni in cui l’agricoltura europea conosce pomodoro, peperone, fagioli, patata, mais. Il Nuovo Mondo conquistato, che conquista il vecchio con la sua straordinaria tradizione agricola, senza la quale non saremmo quelli che siamo oggi. Altro che sovranismo alimentare.

Se Modica è il regno del cacao, Palermo ha la sua straordinaria, secolare, tradizione del caffè. Nata nelle torrefazioni e nelle botteghe di spezie della Belle Epoque, oggi una storia di eccellenza nel mondo. Ma, dopo il caffè, arriva il panettone e qui la storia è davvero straordinaria, perché è il Sud, è l’Isola che stravolge e riscrive i canoni del panettone e della colomba. Chi lo avrebbe detto che da un bar madonita sarebbe nata un’azienda che serve papi, presidenti, re e regine? Eppure questa tradizione, certo non siciliana, a Castelbuono si è fatta arte, dai primi anni ’50 del secolo scorso a oggi.

Poi, è arrivata la birra. Se il vino era mediterraneo e la birra continentale, oggi, anche la birra è piena di sole, come il vino. Il vero fenomeno dell’industria agroalimentare siciliana degli ultimi anni. In principio fu la Birra Messina che si confrontava con i colossi europei, di cui oggi è un brand. Oggi è la birra artigianale a conquistare un ruolo inaspettato. Un sistema “in fermentazione” con un numero di piccole e medie imprese che cresce e che ci racconta che si può fare impresa, copiando, forse, migliorando certamente le tradizioni altrui, oggi nostre.