Plastica, alluminio e oli esausti non sono più rifiuti ma “materie prime riciclabili”. Anche a Palermo

di Cecilia Scmitz

Ecopoint anche a Palermo
Plastica, alluminio e oli esausti non sono più rifiuti ma “materie prime riciclabili”. Da intendere come un bene che il cittadino può vendere e ricavarci anche del denaro. Per una bottiglia di plastica, per esempio, dai tre ai cinque centesimi.

Da qualche settimana questo servizio funziona anche a Palermo, nell’Ecopoint Crisà, quartiere San Filippo Neri. Nel giro di 18 mesi è in programma l’apertura di 25 punti raccolta, uno per ogni quartiere della città. Il know how è fornito dall’associazione Asi Servizi, che con il progetto “Riciclo e Guadagno” punta a fidelizzare gli utenti, che – attivando gratuitamente una card – ottengono crediti da spendere nei 160 esercizi convenzionati. “In pratica una moneta complementare spendibile solo all’interno del circuito”, dice orgoglioso il presidente dell’Asi Daniele Failla. Da sottolineare il successo del primo esperimento allo Zen. Novecento persone hanno conferito in due settimane più di due tonnellate di plastica. Un piccolo passo lungo il difficile percorso verso una città più pulita.

Nei segreti delle erbe
Rucola, caccialepre, finocchietto, cicoria, borragine: sono tantissime le specie spontanee eduli, cioè utilizzabili per l’alimentazione umana. Circa 250 quelle individuabili nella flora siciliana. Un tempo erano madri o nonni a tramandare la conoscenza a figli e nipoti, imparandone l’eventuale uso officinale, come pulirle e cucinarle. Oggi se ne sta perdendo lentamente la conoscenza. Da alcuni anni, a tenere in vita e diffondere questo sapere, ci pensano l’esperto botanico Alfonso La Rosa e la cooperativa Silene con il loro corso sulle piante selvatiche commestibili siciliane, periodicamente proposto in ogni capo dell’Isola. Le loro schede presentano immagini, nome scientifico, volgare italiano e dialettale di oltre cinquanta specie e tutti i caratteri morfologici utili ai fini del riconoscimento e della raccolta in campo. Senza dimenticare le ricette.

Plastic free, la casa dell’acqua
Quando ha aperto c’era molta diffidenza. “Dicevano che la gente ci sarebbe andata a lavare la macchina”, ricorda Roberta Calabrese, che, dopo essere stata licenziata, ha deciso di lanciarsi in quello che più le stava a cuore: sensibilizzare le persone al problema della plastica. Così ha aperto un punto di distribuzione di acqua depurata a Palermo, in via Oreto. L’acqua costa soltanto cinque centesimi al litro. Il distributore selfservice alla spina è attivo 24 ore su 24. La sua missione è diffondere il verbo “plastic-free” perciò aprirà presto un altro punto di erogazione in zona Noce, e man mano, avviandone uno nuovo itinerante ogni due anni, proverà a coprire tutti i quartieri di Palermo.

ll’Ecopoint Crisà, quartiere San Filippo Neri. Nel giro di 18 mesi è in programma l’apertura di 25 punti raccolta, uno per ogni quartiere della città. Il know how è fornito dall’associazione Asi Servizi, che con il progetto “Riciclo e Guadagno” punta a fidelizzare gli utenti, che – attivando gratuitamente una card – ottengono crediti da spendere nei 160 esercizi convenzionati. “In pratica una moneta complementare spendibile solo all’interno del circuito”, dice orgoglioso il presidente dell’Asi Daniele Failla. Da sottolineare il successo del primo esperimento allo Zen. Novecento persone hanno conferito in due settimane più di due tonnellate di plastica. Un piccolo passo lungo il difficile percorso verso una città più pulita.

Nei segreti delle erbe Rucola, caccialepre, finocchietto, cicoria, borragine: sono tantissime le specie spontanee eduli, cioè utilizzabili per l’alimentazione umana. Circa 250 quelle individuabili nella flora siciliana. Un tempo erano madri o nonni a tramandare la conoscenza a figli e nipoti, imparandone l’eventuale uso officinale, come pulirle e cucinarle. Oggi se ne sta perdendo lentamente la conoscenza. Da alcuni anni, a tenere in vita e diffondere questo sapere, ci pensano l’esperto botanico Alfonso La Rosa e la cooperativa Silene con il loro corso sulle piante selvatiche commestibili siciliane, periodicamente proposto in ogni capo dell’Isola. Le loro schede presentano immagini, nome scientifico, volgare italiano e dialettale di oltre cinquanta specie e tutti i caratteri morfologici utili ai fini del riconoscimento e della raccolta in campo. Senza dimenticare le ricette.

Plastic free, la casa dell’acqua
Quando ha aperto c’era molta diffidenza. “Dicevano che la gente ci sarebbe andata a lavare la macchina”, ricorda Roberta Calabrese, che, dopo essere stata licenziata, ha deciso di lanciarsi in quello che più le stava a cuore: sensibilizzare le persone al problema della plastica. Così ha aperto un punto di distribuzione di acqua depurata a Palermo, in via Oreto. L’acqua costa soltanto cinque centesimi al litro. Il distributore selfservice alla spina è attivo 24 ore su 24. La sua missione è diffondere il verbo “plastic-free” perciò aprirà presto un altro punto di erogazione in zona Noce, e man mano, avviandone uno nuovo itinerante ogni due anni, proverà a coprire tutti i quartieri di Palermo.