Giapponesi e siciliani non condividono solo la bellezza Delle montagne Fuji ed Etna, ma una passione per i loro stili di vita. Così, mentre un professore catanese esperto di manga insegna la cultura del sol levante, da noi gli orientali comprano seconde case  e si fanno vignaioli

di Maria Laura Crescimanno

Ma quali sono i punti in comune tra territorio etneo e Giappone che pos- sono aver generato quest’attrazione fatale? Di sicuro la natura vulcanica e l’aria che si respira vivendo a contatto con i vulcani e il mare, il paesaggio e i colori tra fuoco, cielo e isole, forse persino il rigoglio dei ciliegi che tra le terrazze dell’Etna crescono meglio che altrove sulla nostra isola. Quelli giapponesi, nella stagione delle fioriture, sono uno spettacolo che da solo vale un viaggio.

Eppure, a sentire i protagonisti, le ragioni sono ben più profonde. Junko è una piccola signora bruna che insieme al marito ingegnere ha creato l’azienda vinicola Terre delle Ginestre. Junko Nishikawa, in giapponese purezza, è il nome del vino nato dalle vigne piantate nella piccola tenuta di Passocipisciaro, a Castiglione di Sicilia. La storia del Nerello mascalese dei giapponesi, con la prima e straordinaria produzione nel 2004, fece il giro di molti giornali non soltanto italiani. Ma oggi, alla domanda sul perché abbiano scelto di stabilirsi su queste terre vulcaniche attorno all’Etna per cominciare una nuova vita, lei risponde senza esitazione: “Perché in Giappone al centro della vita non c’è più l’uomo, che sta per essere sostituito dalle macchine, qui in Sicilia invece contano ancora i rapporti umani, la famiglia e l’ amicizia, i catanesi hanno un grande cuore”.

L’Opera Academy, fondata dal maestro catanese Giuseppe Costanzo che organizza master internazionali di canto lirico, attira da anni artiste giapponesi desiderose di perfezionare, nella terra di Vincenzo Bellini, il proprio talento lirico. Alcune sono rimaste in Sicilia e si esibiscono in recital operistici come soprano in giro per l’isola, altre tornano puntualmente per la dolcezza del clima e l’eccellenza del cibo e del vino siciliano. Ma i catanesi amano il Giappone? “La cultura giapponese ha un crescente appeal sui giovani del Sud”, spiega Paolo La Marca, docente di Lingua e Traduzione giapponese all’Università di Catania. I suoi studenti migliori sono riusciti a trovare un lavoro in Giappone: chi è andato per le Olimpiadi di Tokio e lì è rimasto, chi ha cominciato dalla fotografia del paesaggio o dalla cucina, chi ha trovato spazio nell’editoria.

La Marca partecipa anche quest’anno al festival internazionale di cultura nipponica che si tiene a Bologna dal 19 al 21 maggio, NipPop, che ha come filo conduttore il cibo. Porterà il suo recente lavoro sulla nascita e l’evoluzione del gourmet manga (il fumetto giapponese a tema gastronomico), mentre in questi mesi stanno uscendo per l’edi- tore italiano Fandango alcuni suoi racconti. “Come molti, anche io mi sono avvicinato per la prima volta alla cultura giapponese da ragazzo grazie ai cartoni animati trasmessi in tv. Ed è stato proprio grazie agli anime – termine usato per indicare le opere d’animazione giapponese – che ho iniziato a interessarmi alla cultura nipponica.

Al liceo sono stato poi folgorato dai manga, parola che letteralmente significa disegno, immagine sconclusionata, e dalla lette- ratura giapponese. Anche se da allora sono passati diversi anni, dopo gli studi in Italia e in Giappone per vivere e praticare la lingua, i manga e la letteratura continuano a far parte della mia vita, me ne occupo da traduttore, oltre a dirigere due collane di manga, “Gekiga” e “Doku”, per un editore romano. Di studenti ne ho seguiti mol- tissimi in questi anni: il trend è sostanzialmente crescente. Ogni anno, infatti, continua ad aumentare il numero di iscritti ai nostri corsi. Le motivazioni che spingono i giovani a studiare questa lingua difficilissima sono diverse: dai manga alla letteratura, dai videogiochi alle arti marziali, dalla cucina alla spiritualità.

Devo ammettere, però, che nella stragrande maggioranza dei casi, l’interesse verso il Giappone nasce proprio grazie alle culture pop”. Un consiglio a chi è appassionato di cultura giapponese? Partecipare a Nip- Pop, curato e organizzato da Paola Scrolavezza, docente di Letteratura giapponese al dipartimento di Lingue, Letterature e Culture moderne dell’Università di Bologna. Un progetto incentrato sul Giappone contemporaneo e in particolare su quei fenomeni che hanno contribuito alla diffusione della cultura giapponese nel resto del mondo.