Rocco Forte, alla testa di un gruppo che ha hotel di alta gamma in Europa, Arabia e Cina, punta con decisione sulla Sicilia. Dopo aver lanciato il Verdura resort e acquistato Villa Igiea a Palermo, ora cerca nuovi investimenti nell’isola. Per clienti in cerca del bello

di Guido Fiorito

Colleziona alberghi di lusso come fossero francobolli rari. Dietro ogni operazione ci sono precisi calcoli economici, ma non solo. “L’Italia – dice – è nel mio cuore. È il paese dove tutti vorrebbero andare in vacanza”. Quando Rocco Forte acquista Villa Igiea, il gioiello liberty del patrimonio alberghiero nostrano, unisce le motivazioni finanziarie alla passione per la cultura italiana. Sono italiane le origini della sua famiglia e i suoi affetti più cari. Il padre Sir Charles (all’anagrafe Carmine), creatore di un impero alberghiero, era origi­nario di Monforte, in provincia di Frosinone. È italiana la moglie romana Aliai Ricci. E la sorella di Rocco, Olga, socia e designer degli alberghi, ha sposato in seconde nozze Alessandro Polizzi di Sorrentino, anche lui romano di famiglia di antiche origini siciliane.

Nel 1996 Rocco, ormai baronetto come il padre, fonda la Rocco Forte Hotels (RFH): un nuovo inizio dopo che un’ Opa ostile lo ha costretto a cedere un im­pero di circa ottocento alberghi. Adesso il gruppo punta deciso sull’Italia, dopo i risultati record dell’ultimo bilancio chiuso il 30 aprile 2018 con ricavi superiori ai duecento milioni di sterline (226 milioni di euro). Oggi l’Italia è diventato con sei strutture il Paese più rappresentato nella sua collezione di alberghi di lusso sparsi tra l’Europa, Jeddah (Arabia) e Shanghai. Quest’anno apriranno tre nuove acquisizioni: a Roma l’Hotel de Ville e la Rocco Forte House (cinque suite private in un palazzo del Settecento a piazza di Spagna), sul mare pugliese la Masseria Torre Maizza. L’anno prossimo, dopo la ristrutturazione, toccherà a Villa Igiea. Pochi mesi fa, nel presentare la riqualificazione dell’Hotel Savoy a Firenze, Forte, che lo gestisce per conto del proprietario Ferragamo, aveva dichiarato il suo programma:“Realizzare un Gran Tour d’Italia attraverso i nostri alberghi per i nostri clienti interessati alla cultura e al lusso”. Un programma in cui la Sicilia ha un ruolo importante. Qui sono rappresentate le sue passioni: quella sportiva al Verdura Resort e quella del lusso d’epoca a Villa Igiea.

Rocco Forte ha compiuto il mese scorso 74 anni ma ne dimostra venti di meno. Il suo fisico è asciutto, ha praticato sport in modo intenso per tutta la vita. Ha iniziato con la scherma nel college di Oxford, ha continuato con il podismo e il triathlon, oggi si dedica al golf. Dove è protagonista la Sicilia con il Verdura Resort aperto da Rocco Forte vicino a Sciacca nella primavera del 2009 con un investimento di 150 milioni di lire, 107 privati e 43 pubblici, con oltre quattrocento dipendenti e ospitalità per 640 turisti. I percorsi di golf, su 230 ettari, sono disegnati dal califor­niano Kyle Phillips, uno dei più famosi architetti mondiali del golf. Due percorsi da 18 buche (East e West) e uno di 9. Un campo che ha ospitato eventi prestigiosi come il Google camp e due tornei con i giocatori professionisti dell’European Tour, l’ultimo, l’anno scorso, con un milione di euro di montepremi.

Il resort non ha avuto vita facile, sin dalla progettazione. Lentezze burocratiche e proteste hanno frenato il progetto. Il governo della Regione per sbloccare la situazione precisò addirittura in una legge che una buca da golf non è una co­struzione e può sorgere anche nella fascia inferiore a 150 metri dal mare. Punto fondamentale dell’investimento erano le ville da costruire e vendere a ricchi manager appassionati al golf. Nel primo progetto erano 87. Dopo una lunga vi­cenda, che comprende ricorsi al Tar da parte di Forte e del comune di Sciacca, solo nel luglio scorso, dodici anni dopo, il consiglio comunale ha dato via libera alla costruzione di venti ville. Il Verdura Resort è stato due volte vittima di inondazioni. La prima nel 2016, con due milioni di euro di danni, la seconda tre mesi fa. Entrambe provocate dall’esondazione del torrente Verdura. Due anni in cui la richiesta di mettere in sicurezza gli argini del Verdura non ha trovato risposte concrete. Il resort riaprirà l’1 marzo con un inedito percorso a 18 bu­che ricavato con le superstiti tra le 36 precedenti, perché una dozzina hanno riportato danni ingenti. Aperto anche il campo a 9 buche. Rocco Forte non si è arreso.

“Sto cercando altri investimenti – dichiara­va nello scorso agosto – in Italia e in Sicilia, a Palermo e a Catania, dove mancano gli hotel di categoria extralusso in grado di attirare il meglio della clientela internazionale”. Propositi confermati dall’acquisto di Villa Igiea. Un’altra tessera preziosa del suo mosaico.