Alcuni fisici ipotizzano l’esistenza di un multiverso, ossia la compresenza di universi paralleli situati fuori dal nostro spazio-tempo. Ne potrebbe esistere un numero spaventoso: fino a 10 elevato alla cinquecentesima potenza. Se così fosse, le vicende raccontate nel romanzo SS-GB: I nazisti occupano Londra avrebbero diritto di cittadinanza in uno di questi universi “altri”…

di Santo Piazzese

Alcuni fisici ipotizzano l’esistenza di un multiverso, ossia la compresenza di universi paralleli situati fuori dal nostro spazio-tempo. Ne potrebbe esistere un numero spaventoso: fino a 10 elevato alla cinquecentesima potenza. Se così fosse, le vicende raccontate nel romanzo SS-GB: I nazisti occupano Londra avrebbero diritto di cittadinanza in uno di questi universi “altri”.

L’autore è Len Deighton, scrittore di spy story di culto da cui sono stati tratti film quali Ipcress e Funerale a Berlino, con Michel Caine protagonista nei panni del disincantato agente Palmer. Deighton oggi è novantenne ma il libro, appena pubblicato da Sellerio, risale al 1978 e, come spiega l’autore, è stato la sua risposta a una sorta di sfida sulla possibilità di ideare una storia che va contro la Storia.

Era nata da uno scambio di battute tra Deighton e l’amico scrittore Tony Hawkey, durante una serata di bevute: “Impossibile immaginare cosa sarebbe successo se avessimo perso la battaglia d’Inghilterra”, aveva sentenziato Tony. Deighton aveva ribattuto che molti dei piani tedeschi per l’occupazione delle isole britanniche erano stati resi pubblici, il che rendeva possibile la stesura di uno di quei romanzi da universo parallelo. Specialmente per uno scrittore che sapeva padroneggiare i meccanismi delle spy story ambientate all’epoca della guerra fredda e dei blocchi contrapposti.

Il romanzo si svolge nel 1941, quando l’Inghilterra è del tutto occupata dalle truppe del Terzo Reich e, all’apparenza, domata e in balìa degli invasori. Churchill potrebbe essere stato fucilato, il Re è rinchiuso nella London Tower, e si comincia ad avere notizia delle prime attività clandestine della Resistenza. Dà sensazioni allucinatorie l’immersione profonda in una Londra imbandierata di svastiche, e i cui luoghi sono familiari non solo a chi ne ha conoscenza diretta ma pure a chi ha consuetudine con la letteratura e col cinema britannici. L’impressione, in corso di lettura, è di essere dentro un vecchio film in bianco e nero, mentre scorre lo scenario di una metropoli devastata dalla guerra e dalle privazioni.

Dieghton sceglie la strada del romanzo noir, con protagonista principale Doug Archer, giovane soprintendente di una Scotland Yard controllata dagli occupanti, per mettere in scena la cinica e feroce faida sotterranea che si consuma tra la Wehrmacht, le SS e la Gestapo, per la conquista del predominio nei territori occupati. Cioè, la chiave per il predominio a Berlino. Tutto inizia con l’assassinio di un uomo che presenta misteriose ustioni sulle braccia. È il primo indizio dell’avvento del peggior flagello che abbia mai messo a rischio l’umanità. Romanzo appassionante e scrittura di gran classe.