Abbecedario perché forse il segreto sta tutto nella semplificazione, nel ridurre le presunte complessità all’eresia del buon senso. In Sicilia i problemi nascono non tanto nell’essere complicati, quando dal credersi complicati. E questo complica le cose. Anche le più semplici

di Roberto Alajmo

Donniàre
Nella forma riflessiva donniàrsela equivale a perdere tempo. Se la donnìa (o anche fissìa) la ragazza che indulge a lunghi preparativi prima di uscire. Probabile anzi che la parola derivi proprio da una presunta attitudine femminile alla perdita di tempo, fortemente connessa con la scarsa considerazione  del tempo altrui. Sto arrivando, messaggia la ritardataria.

E nel presente continuativo non è contenuta alcuna informazione sull’entità del ritardo. Il senso è solo: aspettami, perché il mio piacere di perdere tempo coincide col tuo dovere di aspettare. Ma se la donnìa/fissìa anche il burocrate che tiene ferma sulla scrivania una pratica senza avere un vero motivo per trattenerla. È l’evoluzione della specie del burocrate corrotto. Un burocrate che non cerca bustarelle, non si aspetta nemmeno che qualcuno cerchi di corromperlo, ma esercita il proprio arbitrio ostacolando immotivatamente il corso delle pratiche.

Per capriccio, oppure per dimostrare l’importanza del suo potere di intercettamento. Sono i piccoli poteri, che rispetto ai Grandi Poteri diventano ancora più insidiosi perché difficili da individuare, camuffati come sono nell’inefficienza generale. Quelli che all’ignavia del contesto aggiungono la propria personale dose di perfidia, che ai loro occhi vale come certificazione di esistenza in vita. Faccio coriandoli del tuo tempo, ergo sum.

Quando sempre si parla della parassitaria classe politica regionale, si trascura una burocrazia ancor più parassitaria: e astrattamente, e accademicamente parassitaria.