Informatici e videomaker di un’azienda del web svedese hanno deciso di trascorrere un mese d’inverno al caldo e tra i colori di Palermo. Scopo: accrescere la capacità di adattamento al nuovo, sviluppare processi innovativi e, soprattutto, rimotivare il gruppo. Perché il segreto del successo si chiama intelligenza collettiva

testi M. Laura Crescimanno
foto Igor Petyx

Febbraio, è tempo di svernare. L’idea non è nuova, ci avevano già pensato alcuni secoli fa gli scrittori tedeschi e inglesi, i pittori e i nobili della Mitteleuropa. Oggi, invece, lo fanno le giovani startup di successo, portandosi dietro dipendenti,  pc e smartphone. A Stoccolma, d’altronde, le temperature medie sono sotto lo zero, le giornate corte, gelide, ventose e con poca luce. Lavorare può diventare pesante, lo sprint e la creatività possono diminuire, perfino la fiducia e l’armonia all’interno di un team di giovani colleghi affiatati può incrinarsi.

Un problema comune a molte aziende che, per sollevare i rendimenti dei dipendenti, organizzano riunioni, eventi aziendali e weekend-premio al fine di rimotivare. Ma a trasferire tutto un team di quaranta professionisti per un mese intero, ogni anno in pieno inverno in una città diversa – purché sia al Sud – ancora non ci avevano pensato in molti. Tranne Johnny Warstrom. Barba bionda e sorriso nordico, 35 anni, svedese di Stoccolma, è lui il Ceo di Mentimeter, la web platform che fornisce servizi on line a trenta milioni di utenti in 120 Paesi del mondo.

Johnny e il suo co-founder Niklas Ingvar hanno scelto quest’anno Palermo per riallocare l’azienda al caldo e per rinsaldare lo spirito del team. Dopo San Francisco, Lisbona e Barcellona, sono tornati  al Sud, in Sicilia, un luogo del tutto nuovo per i quaranta tra informatici, videomaker, marketing manager che devono affrontare rapidamente nuove situazioni, esplorando abitudini di vita, ambienti e alimentazione diversi, entrando in contatto con realtà culturali, comportamenti, mentalità, forme d’arte molto lontani da quelle cui sono abituati. In una parola, adattarsi e migliorare. E Palermo, a quanto sembra, può dare un notevole contributo.

Da dove viene l’idea? Come spiega Johnny, l’ispirazione è venuta dagli studi di un ricercatore di Stoccolma, laureato in Economia, Philippe Rusten, che ha teorizzato l’intelligenza collettiva. In pratica, se il tuo team lavora molto ma con scarso successo di prodotto, c’è in giro poca intelligenza collettiva, dunque bisogna ricreare un clima positivo di sicurezza, fiducia ed entusiasmo. Ecco che la “relocation” del team diventa la chiave del successo. E i numeri di Mentimer lo dimostrano.

Cosa fa esattamente la sua web company? E qual è il segreto del vostro rapido successo?
“Siamo nati da appena quattro anni e mezzo, siamo piuttosto giovani. Io e il mio socio fondatore, entrambi ingegneri informatici, abbiamo realizzato che sul web mancava un prodotto che aiutasse a migliorare in tempo reale la presentazione di un’azienda, grazie ai consigli e al pensiero interattivo, tramite smartphone, e in forma anonima. Non soltanto una questione di apparenza, ma anche di stile e di contenuti. Così abbiamo pensato a Mentimeter, una piattaforma che si ispira a un’antica parola svedese – menti – che ha a che fare con quello che sei realmente, con la tua identità e la capacità di misurarla. Oggi, con quaranta dipendenti, forniamo servizi web per ottimizzare presentazioni e webconference in 120 Paesi diversi. Adesso il nostro obiettivo non è tanto crescere nei numeri, ma migliorare il prodotto”.

Perché avete scelto di passare un mese a Palermo? Solo una questione di clima?
“L’abbiamo scelta tra una short list di almeno altre dieci città del sud Europa con caratteristiche simili – cioè sostanzialmente il clima caldo – e numero di abitanti al di sopra dei seicentomila, ben collegate alla Svezia. Il motivo? Il Sud Italia è per noi davvero sconosciuto, al massimo siamo stati a Milano o in Toscana, e poi, il fascino delle vostre location è stato imbattibile. Quando, su Airbnb, abbiamo trovato La Bella Palermo, un palazzo del Settecento nel cuore del centro storico, con tutte le caratteristiche logistiche da noi richieste, viste le immagini dei saloni, ci è sembrato un sogno. Trasferirci dai nostri uffici razionali e freddi in un ambiente storico, caldo e lussuoso… nemmeno a Barcellona eravamo riusciti a realizzare un’avventura simile. Il nostro team è diviso in diversi bed and breakfast nel centro storico, ma il cuore dell’attività lavorativa si svolge qui, tra i saloni di Palazzo Pantelleria, e nell’adiacente b&b, che si chiama Bb 22 e che comunica con il Palazzo attraverso una scala interna, dove abbiamo a disposizione una cucina per preparare i nostri pranzi, e una terrazza coperta con vista sul porto per il relax”. 

Ecco, appunto, cosa significa riallocare un team aziendale? Rispetto a quanto ha anticipato sul blog del magazine inglese Forbes, qual è stato l’impatto con la città?  Come si svolgono in pratica le vostre giornate palermitane?
“Ci vogliono settimane di lavoro per prepararsi, ma i palermitani che abbiamo coinvolto si stanno rivelando molto aperti e collaborativi. Grazie alla nostra sales manager italiana, Federica De Luca, superiamo gli scogli linguistici e riusciamo a organizzare il tempo libero di tutti senza difficoltà. Siamo tutti molto eccitati da questa nuova esperienza di lavoratori turisti allo stesso tempo. L’orario giornaliero è stato adattato ai ritmi locali, iniziamo alle 9 e finiamo attorno alle 18, ma tutto il resto è molto libero. C’è chi va a correre nella pausa pranzo lungo la Cala, chi ha scelto la palestra, chi preferisce esplorare a piedi la città. Io personalmente sono molto attratto dal teatro dei pupi, dall’Opera, che andrò a vedere sicuramente, e dal vino siciliano…”

Ma non c’è il rischio di esagerare in novità e distrazioni? Alla fine è sicuro che il gioco valga la candela in termini di rapporto tra costi e benefici?
“La creatività e la capacità di innovazione sono aspetti fondamentali del lavoro informatico. Da questa esperienza a Palermo nascerà un video aziendale che servirà a dare fiducia a tutti. Diamo ai nostri ingegneri la possibilità di calarsi in una realtà stimolante, in una cultura diversa dalla propria, di provare clima, cibo, ritmi, convinti che questo porti benefici diretti per la resa sul lavoro. Il tempo liberò è di sicuro più stimolante, e non vanno sottovalutati per noi  i vantaggi di capire come lavorano e  si organizzano le aziende locali, in settori diversi dal nostro, in altre città. Di Palermo e della sua gente ci interessa tutto, stiamo pensando di contattare altre start up locali, imprenditori del vino, artisti, banchieri, manager della cultura. Politici? No, grazie..”