Le dita della mano piegate e unite vengono poste con il dorso sotto il mento, come se fossero una navicella spaziale pronta al lancio intergalattico della gestualità

di Luca Vullo
disegno di Alessandra Micheletti

NUN CI NESCI NENTI
Le dita della mano piegate e unite vengono poste con il dorso sotto il mento, come se fossero una navicella spaziale pronta al lancio intergalattico della gestualità. Con un movimento secco e improvviso la mano viene tesa in avanti strofinandola sotto il mento. La sensazione è quella di vedere qualcuno che sta espellendo qualcosa dal suo corpo verso l’esterno.

In effetti, accade che un profondo sentimento viene lanciato in aria grazie a quella sorta di catapulta umana costituita da avambraccio, mano, collo e mento. Il gesto ricco di significato può essere ripetuto anche più volte con piccoli e rapidi movimenti, oppure può essere unico e lungo. La bocca gioca anche qui un ruolo importante. Infatti, stringendo le labbra e inarcandole verso l’alto, si combina l’espressione di negazione e rifiuto per qualcosa o qualcuno.

Questo affascinante mix di segni e mimica facciale può essere usato in modo diretto con chi vi sta chiedendo di fare o dire qualcosa che voi non volete assolutamente fare, e vi aiuterebbe a  rispondere i seguenti messaggi senza aprire bocca : “Mancu a brodu” “Mai e poi mai” oppure “Non mi va”.

In altri casi, quando nella chiacchierata sono coinvolte più di due persone e uno di loro vi sta raccontando quello che ha intenzione di fare, un terzo soggetto potrebbe usare quel gesto per comunicare che secondo lui non succederà nulla di tutto quello che l’altro sta raccontando e quindi suggerisce indirettamente di non dargli credito.

Oppure ancora potrebbe capitare che mentre state voi raccontando del vostro prossimo incontro importante, il siciliano vi risponda solamente con questo gesto per darvi un avvertimento: “Nun ci nesci nenti” e cioè: “Non ne verrà fuori niente di buono da quell’incontro”.