di Luca Vullo

Immaginatevi di essere seduti alla Vucciria di Palermo ad assaggiare una delle tante prelibatezze dello street food siciliano. Ecco, adesso guardate in fondo. Vedete quel venditore di stigliole? Si esatto, quell’uomo con la “panza” tipica del meridionale che sta creando una nuvola di fumo persistente con la sua griglia. Focalizzatevi ora sull’arrivo di quella coppia che sta ordinando qualcosa.

Siamo troppo lontani per sentire che cosa si dicono ma dall’atteggiamento teatrale e molto fisico è evidente che il ragazzo conosce molto bene il commerciante. I due si allontanano divertiti, ma non vi lasciate distrarre, restate ancora concentrati sullo “stigliolaro”.

Infatti immediatamente dopo la dipartita della coppia, ci regala un gesto di tradizione popolare molto interessante: lancia uno sguardo di intesa con il venditore di panelle che è situato proprio di fronte a lui e, con un movimento rapido, fa toccare lateralmente e ripetutamente i due indici delle mani e contemporaneamente gli schiaccia l’occhiolino. Il panellaro per tutta risposta fa roteare la mano lentamente ma vistosamente davanti al petto e abbina una specifica smorfia del viso a bocca chiusa. L’altro dall’altra parte conferma abbassando il capo, chiudendo entrambe gli occhi e aprendo le braccia.

Ma cosa si sono detti i nostri amici? In poche parole, anzi potrei dire senza parole, lo stigliolaro informava il collega che il loro amico ha una relazione nuova o che comunque ha una certa intesa con quella ragazza che loro non avevano mai visto prima. Il panellaro invece con il suo gesto stava facendo un complimento alla bellezza della fanciulla che è stato prontamente confermato dall’altro.

Questo gesto di intesa può essere utilizzato anche in altri ambiti e contesti, come quelli di carattere professionale, e cioè quando due se la intendono in quell’affare o in quel discorso ma anche in chiave più maliziosa per indicare un inciucio poco chiaro ”dducu traffico c’è”.

Chiaramente come tutte le cose, anche una relazione o un’intesa si può interrompere in qualsiasi momento e quindi il gesto cambia. I due indici questa volta verranno utilizzati con il verso contrario e cioè allontanandoli uno dall’altro contemporaneamente e per una volta sola: “Si spartiru”.