Ottanta milioni di visualizzazioni sul web e ora il primo film in uscita tra pochi giorni. Arrivano “i soldi spicci” il duo comico del momento

di Antonella Filippi

Prendete la storia di Romeo e Giulietta, dei Montecchi e dei Capuleti, capovolgetela, sottraete Verona e aggiungete Castelbuono, e avrete quella di due famiglie, i Casisa e i Vitrano, legatissime tra loro, alle quali è difficile comunicare che i loro figli, Claudio e Anna, non vogliono più sposarsi.

Sporcare quel quadretto è così difficile che i due giovani “disinnamorati” non solo non avranno il coraggio di dire che si sono lasciati ma, impauriti, complicheranno la vicenda mentendo di brutto: annunceranno il matrimonio e perfino la nascita di un bambino, dando il via a un esilarante gioco di equivoci, caro alla commedia all’italiana, che li porterà a compiere, “La fuitina sbagliata”, titolo del film diretto da Mimmo Esposito, nato da un’idea di Annandrea Vitrano e Claudio Casisa, ovvero “I Soldi Spicci” al loro debutto cinematografico, di Marco Alessi e Salvo Rinaudo, nelle sale l’11 ottobre.

Nel cast, oltre ai Soldi Spicci, un’imbarcata di attori siciliani: David Coco, Barbara Tabita, Paride Benassai, Stefania Blandeburgo, Toti&Totino, Maurizio Marchetti, Vito Zappalà ed Ernesto Maria Ponte.

Annandrea e Claudio formano una coppia allegra, rumorosa, divertente: in genere, nelle coppie, uno è musone e l’altro ironico. In questo caso no, si sono davvero incontrati e, da quel momento, è iniziato un sodalizio professionale e sentimentale – non a caso il loro ultimo spettacolo s’intitola “Sì, stiamo insieme” – che tocca tutti gli ambiti dello spettacolo: teatro, web, tv e, adesso, cinema.

Il duo segue un percorso professionale che si nutre di like e visualizzazioni, ma anche di pubblico in carne e ossa: gli sketch sulla pagina Facebook che ironizzano sulle relazioni di coppia raggiungono la bellezza di un milione e 200 mila like, alcuni dei video pubblicati toccano dai cinque agli otto milioni di visualizzazioni, il loro canale su youtube conta più di 230 mila iscritti e un totale di 79.809.987 visualizzazioni; e i tour teatrali registrano il tutto esaurito.

Però, che numeri… E adesso lo sbarco al cinema.
Anna: “Per questo debutto cinematografico siamo spaventati ed emozionati, è un passo importante, il cinema è quasi un nuovo mestiere”. Claudio: “Le emozioni sono le stesse delle prime avventure, ce le stiamo godendo, perché più si va avanti più le prime volte e, di conseguenza, le emozioni, scemano. Andiamo a fasi alterne, tra paura e felicità”.

Avete girato a Castelbuono.
Claudio: “Nel film abbiamo concentrato tante cose che ci rappresentano: gli scout di cui Anna faceva parte, e Castelbuono, dove io sono cresciuto: ho mostrato alcune immagini del borgo al produttore romano che se ne è subito innamorato”. Anna: “C’è tutto di Castelbuono, dal Castello a via sant’Anna, al chiostro di san Francesco che è stato il nostro campo base”.

Però il dolce al centro della trama non è il panettone ma il cannolo. Un affronto… Claudio: “Il simbolo iconico della Sicilia è il cannolo, non il panettone. È quasi poetico e, nel film, unisce due famiglie. E noi, poveracci, subiamo questo amore. Succede anche nella realtà”.

A proposito, ma voi siete fidanzati davvero? Anna: “Purtroppo sì…” Lei, Claudio, non dice “purtroppo”? “Solo perché ci dividiamo i compiti…”.

Teatro, web, tv e cinema: volete tutto.
“Il teatro è il luogo dove siamo nati e cresciuti, dove abbiamo scoperto di avere progetti e stili di vita comuni. In teatro c’è il contatto fisico col pubblico, respiri con la gente che è lì e ride, si emoziona, applaude”.

Claudio, conferma? “Mai andare contro Anna, qualsiasi cosa per me va bene”. Interviene lei: “Fa finta, non è così veramente”.

Il web…
Claudio: “Un’avventura inaspettata. Prima avevamo debuttato in tv a Colorado, da quel passaggio televisivo ci aspettavamo chissà quali cambiamenti. Non successe nulla. Iniziammo, però, a divertirci con delle ‘pillole’ sul web. La gente apprezzava, soprattutto quella in cui Anna era a dieta e io mangiavo delle crepes alla Nutella: nell’arco di un paio di giorni ci riconoscevano per strada, ci facevano i complimenti per i nostri video su certe dinamiche di coppia. Ora il cinema è il sogno della vita, da piccolo volevo fare l’attore”.

Esiste una comicità siciliana?
“La Sicilia ha un marcia in più, siamo tutti delle maschere. Basta incontrare dei personaggi per strada per trovare materiale da replicare sul palcoscenico. Abbiamo forte un senso dell’ironia che ci fa passare dalla tristezza al sorriso, che ci fa ridere delle nostre disgrazie, delle cose che non vanno. Una risata ci salverà, sempre”.

Il posto del cuore a Palermo è…
Anna: “La cattedrale, perché ho frequentato il liceo al Vittorio Emanuele, quindi mi sento a casa, accolta da una grande bellezza”. Claudio: “La notte prima del nostro debutto assoluto all’Agricantus, io e Anna eravamo talmente emozionati da non riuscire a dormire. Allora abbiamo attraversato tutta via Libertà, fino al Teatro Massimo, chiedendoci: ma chi ce l’ha fatta fare ‘sta cavolata? Ce la faremo mai? E davanti a quel tempio dell’opera abbiamo pregato e chiesto la grazia a santa Rosalia. Ecco, il mio posto del cuore è tutta quella passeggiata”.

Scusate, ma perché vi chiamate “I Soldi Spicci”?
Claudio: “Perché all’inizio erano gli unici soldi che si riusciva a guadagnare, e poi perché non ci piaceva chiamarci con i nostri veri nomi. Una sera di sei anni fa, prima di salire sul palco, dissi ad Anna: che ne pensi di chiamarci “I Soldi Spicci”? Suona bene. E poi è un nome che fa scruscio”

Un aneddoto sul film.
Anna: “Ce l’ho. Vi sfido a scoprire quale altro ruolo, oltre a quello del protagonista, si è autoassegnato Claudio. Vi aiuto: ha i baffi, la pancia ed è pure biondo. Cosa non si fa per fare (pure) la comparsa”.