I dati mostrano che la capacità ricettiva è molto sottodimensionata. Sono necessarie politiche per destagionalizzare la domanda. Ma sono necessarie, soprattutto, politiche di sviluppo della ricettività

di Antonio Purpura

L’aspettativa che il turismo possa diventare il volano dello sviluppo economico della Sicilia deve ancora diventare una prospettiva concreta. Manca un’adeguata industria turistica. In un certo senso, abbiamo aperto “il tesoro regionale” ai turisti di tutto il mondo, ma non saremmo ancora in grado di accoglierli nel numero necessario affinché il volano si metta veramente in moto.

Proviamo a riflettere su alcuni indicatori (Istat 2017) che misurano la capacità ricettiva (posti letto) regionale e il suo grado di utilizzazione. Il numero di posti letto per chilometro quadrato, ossia la “densità territoriale”, risulta in Sicilia pari a meno della metà della media nazionale (rispettivamente 7,9 e 16,7). Lo stesso dato (posti letto) riferito alla popolazione residente, conferma la distanza appena detta. Il confronto con l’Emilia-Romagna, regione fra le più industrializzate dell’Unione europea, è ancora più penalizzante (7,9 contro 20,4).

I posti letto sono, inoltre, sottoutilizzati. La percentuale di utilizzazione, su base annuale, si attesta in Sicilia al 26,5 per cento a fronte di un dato nazionale del 33,5. La minore performance deriva dalla più marcata stagionalità dei flussi turistici regionali. Nel periodo novembre-marzo in Sicilia chiude un numero di esercizi relativamente più elevato che in altre regioni, il che fa crollare al 7-8 per cento la quota di capacità ricettiva utilizzata, mentre a scala nazionale, nello stesso periodo, tale percentuale oscilla fra il 18 ed il 22.

Dunque, i dati mostrano che l’attuale capacità ricettiva è non soltanto molto sottodimensionata, ma anche sottoutilizzata. È utile notare che il gap di ricettività sarebbe molto più marcato se confrontassimo la capacità attuale con quella che sarebbe potenzialmente necessaria per accogliere in Sicilia un numero di visitatori compatibile con l’obiettivo di dare al turismo il ruolo di volano dell’economia regionale, da tutti auspicato. Ne deriva un’agenda pesante per il governo del turismo in Sicilia. Sono necessarie politiche efficaci per destagionalizzare la domanda (turismo culturale, ma non solo), aumentando arrivi e presenze nei periodi in cui le strutture adesso chiudono.

Ma sono necessarie, soprattutto, politiche di sviluppo della ricettività. Occorre guidare la nuova ricettività lungo linee coerenti con le vocazioni e le tipologie di turismo offerte nei diversi territori della nostra regione.