Milano sempre più amata dagli studenti universitari di mezzo mondo, affascinati da una dimensione metropolitana globale. Un’esperienza che potrebbe stimolare utili progetti anche delle università siciliane

di Antonio Calabrò

Milano attrattiva. Sempre più amata dagli studenti universitari di mezzo mondo, affascinati da una dimensione metropolitana di respiro internazionale, l’unica “città globale” d’Italia.

Lo documenta l’indagine annuale Assolombarda sui tredici atenei di Milano e della Lombardia, presentata nell’ottobre scorso. Cosa dicono i dati? Nell’anno accademico 2016-2017 si contano 12.878 iscritti internazionali: di questi 2.017 sono cinesi e più della metà degli studenti frequenta corsi di laurea “Stem” (e cioè Science, Technology, Engineering and Mathematics, quelli più richiesti dalle imprese tecnologicamente d’avanguardia). Il loro numero continua a crescere: il 2,4 per cento in più sull’anno precedente, 800 in più di due anni fa. Ci sono altre indicazioni interessanti, come il bilanciamento tra i generi (52,2 per cento femmine e 47,8 maschi). La maggior parte è iscritta a corsi di laurea di primo, secondo livello e ciclo unico (90,5 per cento degli studenti internazionali), mentre il restante 9,5 è impegnato in corsi post lauream come dottorati, master e scuole di specializzazione.

Per la provenienza geografica, il 42,6 per cento arriva dall’Europa e il 38,4 dall’Asia. E in termini assoluti la nazionalità più rappresentata è quella cinese con 2.017 studenti, seguita dall’Iran (876 studenti), dall’India (752 studenti) e dalla Svizzera (751 studenti). Cosa attrae tanti studenti stranieri? La qualità della didattica e della ricerca, la vicinanza con le imprese più note del Made in Italy, l’attenzione per scienze, salute, design e creatività. E il numero di corsi offerti in lingua inglese: rispettivamente il 24,2 per cento e il 28,7 per cento del totale contro il 16,3 per cento italiani. Milano attrattiva per la forza della sua “cultura politecnica”, dunque.

Parecchi rimangono a lavorare a Milano, vissuta come città aperta, dinamica, coinvolgente. Una dimensione urbana, economica e sociale su cui insistere, proprio in termini di vitalità della metropoli e della regione. Uno scambio virtuoso di conoscenze, culture, attitudini, stili di vita, sguardi sul mondo. L’esperienza di Milano potrebbe stimolare utili progetti anche delle università siciliane, se si organizzassero per attrarre studenti internazionali per corsi sui grandi temi dell’economia del mare, del Mediterraneo, dell’arte e dell’ambiente.