Il primo di tutti, o almeno quello che viene citato più spesso, è Jean-Pierre Houël

di Regine Cavallaro

Il primo di tutti, o almeno quello che viene citato più spesso, è Jean-Pierre Houël. Questo pittore, disegnatore e incisore ha visitato a lungo la Sicilia nel 1776. Nell’isola rimane tre anni, il tempo di disegnare un numero cospicuo (più di duecento) di vedute e paesaggi che, al rientro in patria, raccoglierà in un librone intitolato Voyage pittoresque des isles de Sicile, de Malte et de Lipari.

Molti di questi disegni sono conservati oggi al Museo del Louvre di Parigi, mentre qualche esemplare completo del libro è esposto a Palazzo Branciforte a Palermo. L’opera, pubblicata tra il 1782 e il 1787, riscontrò un grandissimo successo, che certamente avrà influenzato molti altri artisti e intellettuali francesi dell’Ottocento nell’intraprendere il viaggio in Sicilia. Elencarli tutti sarebbe missione impossibile, ma possiamo citarne alcuni. Indubbiamente quelli che lasciano di più il segno sono gli scrittori, perché con la loro penna affilata sanno trovare le parole giuste per esprimere le emozioni e le riflessioni suscitate dalla scoperta dell’isola.

Scrivono le loro impressioni non solo in diari di viaggi, ma anche in romanzi ambientati in Sicilia. Uno dei più famosi ammiratori è senz’altro Guy de Maupassant. All’isola dedicò un intero carnet de voyage, che si può leggere anche in italiano, grazie all’edizione pubblicata da Sellerio e arricchita con una ventina di tavole di Jean-Pierre Houël. In La Sicilia lo scrittore francese la definisce “la perla del Mediterraneo” e addirittura “la dimora degli dei”.

Anche i poeti lodano le sue bellezze. Alphonse de Lamartine, massimo esponente del romanticismo, rimane affascinato dalla Sicilia che, secondo lui, rappresenta un esempio di memoria comune dove si legge l’intera storia del Mediterraneo. Altro illustre romantico, François-René de Chateaubriand, fece anche lui il viaggio in Sicilia. Il poeta Alfred de Musset non lo fece ma compose ugualmente sull’isola (À mon Frère, revenant d’Italie), mentre la sua amante e scrittrice George Sand ci ambientò un romanzo, Le Piccinino. Sicuramente il più appassionato di tutti fu Alexandre Dumas.

L’autore dei Tre Moschettieri scrisse due opere ambientate in Sicilia: Pasquale Bruno e Viaggio in Sicilia. Senza dimenticare una biografia di Garibaldi, con il quale era legato da una profonda amicizia. Arrivato nel capoluogo siciliano poco dopo lo sbarco dei Mille, Dumas seguì l’Eroe dei due mondi fino a Napoli, dove persino fondò e diresse il giornale L’Indipendente per raccontarne le imprese. L’autore di Il conte di Montecristo ha scritto che Palermo era “il paradiso del mondo”. Se quella non è una dichiarazione d’amore!