di Simonetta Trovato

Da un lato l’oceano e dall’altro la Garonna. “In mezzo Bordeaux, la porta del Médoc”, spiega subito Maria Luisa Macellaro La Franca, siciliana che vive da 12 anni nella città francese. La vera scoperta per chi arriva da queste parti: una regione dorata, penisola naturale della Gironda, in Aquitania. Per chi se la ricorda, è uno dei luoghi di Angelica, Marchesa degli angeli, ma è anche la patria dei Bordeaux, che scorre nel bicchieri.

Maria Luisa Macellaro La Franca è originaria di Villabate ed è musicista e direttore d’orchestra. Dalle porte di Palermo è volata a Zurigo dove ha conosciuto il marito, arpista, e si è stabilita proprio a Bordeaux, base per partire di continuo per podi diversi, l’ultimo in Australia.

“Sono arrivata in Francia nel 2006, e Bordeaux era un cantiere, con una sola linea di metropolitana e i palazzi in costruzione. Dopo dodici anni è diventata una città ricchissima culturalmente, le linee della metro sono quattro, i quartieri nuovissimi, l’aeroporto è raddoppiato. È una città green-smart, attentissima all’ecologia e al biologico”. Per una siciliana sposata con un franco-argentino, deve essere stato difficile abituarsi. “è stato più difficile trovare ristoranti a misura mia: sono vegetariana e questa è la patria delle rillettes, dei patè, dei foie gras. Il mio lavoro da direttore d’orchestra mi porta sempre in giro per il mondo, ma Bordeaux è come un nido, è una città a misura d’uomo, facilissima da vivere”.

Percorsi green… “Il centro di Bordeaux è chiuso completamente alle auto.  Possiede un’ottima qualità dell’aria e hanno piantato ovunque specie autoctone che sono autosufficienti”. Ma è anche una città che ama la cultura. “Ci sono quattro orchestre, io ne dirigo una; e poi teatri, sale da concerto, musei, auditorium, l’ultimo inaugurato da Lang Lang. A Bordeaux si canta ovunque, amano i cori amatoriali e li cercano nelle case private, nelle chiese, nei cortili”.

Parliamo del Médoc.  “È un’esperienza da fare, qui siamo all’inizio della Route des chateaux: che vuol dire paesini da sogno, cene a lume di candela, piccoli relais. E vino, vino, vino, si organizzano wine tour ovunque”.  Se dovesse dare un consiglio per una cena elegante? “Non ho dubbi, ma consiglio una doppia scelta: una sera a ‘Le Bordeaux’ di Gordon Ramsay e una al ‘Le Quatrieme Mur’ di Philippe Etchebest, dove aspetti anche otto mesi per ottenere un tavolo. Si fronteggiano da mesi, è una continua querelle tra i due chef stellati a venti metri l’uno dall’altro, ma sono ristoranti meravigliosi che vanno provati entrambi. Invece, se volete andare fuori porta, consiglio ‘Le Clos du Roy’ a Saint-Emilion: Nikhola Lavie-Cambot vi condurrà in un’esperienza sublime che ricorderete per tutta la vita”.
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