Sono circa duecento, moltissimi stranieri e qualche italiano, e aumentano ogni anno. Sono quelli che hanno deciso di cambiare vita, vivono sempre in barca e trascorrono i mesi freddi a marina di ragusa. Ormai sono una vera comunità, molto unita. Questo Natale, come sempre, faranno festa tutti insieme

di Maria Laura Crescimanno

Il primo passo, forse il più difficile, è già alle spalle. Scegliere di cambiare vita, vendere casa e trasferirsi in barca. Chi lo ha fatto, al momento della pensione o poco prima,  davvero non pensava di finire sulle pagine delle cronache o in tv. Come Stefano e Antonella, bolognesi, oggi residenti nel porto turistico di Marina di Ragusa sul loro Bavaria 42 piedi dal nome propiziatorio, Cautha, la divinità etrusca del sole e delle partenze per mare.  L’insolita scelta di vita, raccontata con ironia dalla figlia che, in qualche maniera l’ha subita, poi compresa e anche condivisa, è racchiusa nelle pagine di un libretto spassoso dal titolo La mia casa è partita in barca.

Antonella, ex insegnante elementare, farà per il terzo anno il suo Natale da diportista nel Marina di Ragusa, con un piccolo albero di legno per decorazione, scrivendo il suo blog, e godendosi il molto tempo libero. “Vivere lontani ti obbliga a ridefinire le tue relazioni, sia di genitore che di amico. Grazie a Skype e al telefono, dedico adesso più tempo e attenzione ai miei cari. Ragusa è facilmente raggiungibile per gli amici, ma molto tempo lo trascorriamo ormai a terra con i siciliani, di cui apprezziamo la cucina sorprendente, i prodotti a chilometro zero, il vino e la simpatia. Questo angolo del Sud est sembra fatto apposta per chi vuole cambiare stile di vita”.   

Il secondo passo fondamentale, dopo la barca, è infatti decidere dove restare a svernare, in quale luogo cioè scegliere di  stabilirsi per i mesi più freddi in cui non si naviga, da dicembre a marzo. Cosa che spesso comporta l’ entrare a far parte di  una nuova comunità, quella dei diportisti. Coppie di mezz’età che allo stress delle città hanno preferito la vita semplice della vela, la libertà di scoprire in estate i molti volti del mar Mediterraneo baciato da un clima mite, assicurandosi per l’ inverno relax, cibo ottimo e prezzi ancora contenuti.

Per chi naviga in estate in lungo e in largo per il Mediterraneo, la costa meridionale della Sicilia offre l’approdo perfetto dove mettere radici. È il porto turistico di Marina di Ragusa, che con i suoi settecento posti barca, negozi, ristoranti, bar e servizi efficienti, incluso bancomat e affitto di bici elettriche, funziona di più in inverno che in estate. Qui da anni ormai, almeno duecento stranieri (americani, inglesi, australiani, olandesi, tedeschi e qualche italiano) si ritrovano insieme a passare l’inverno incluse le feste: il Marina, tra il borgo e la spiaggia, è diventato per molti una seconda casa.

La giornata dei diportisti stranieri è scandita al mattino sul canale radio 76 dove a turno si annunciano le varie  attività autogestite come passeggiate in bici e trekking nei dintorni, lezioni di yoga, cinema per i bambini, perfino pulizia volontaria delle spiagge. La sera ci si ritrova nei bar attorno alla piazzetta dove, per le feste natalizie, viene allestito un mercatino di artigianato e di prodotti tipici locali.

Dall’ 8 dicembre,  le tradizionali serate musicali di jazz e i barbecue di rito si arricchiscono con i  canti della tradizione. Sulle barche ci si vede per celebrare in modo diverso Santa Lucia, Santa Claus, San Nicola. Sarà anche questo un Natale internazionale, con il piccolo presepe galleggiante e gli alberi delle vele illuminati a festa – spiegano i giovani gestori del bar panificio sulla banchina, Frangipane – che ogni mattina, per la colazione, sforna il rimacinato o il pane ai grani antichi locali, torte al cioccolato, focacce farcite di verdure e pomodoro, biscotti tipici alle mandorle e cioccolato, nucatuli e ’mpanatigghie.

Ben protetto dai venti, a due passi dal borgo marinaro di Marina di Ragusa, vicinissimo alla spiaggia, questo porto turistico è circondato, a poche ore di bus, dalle città barocche, spiega Ina, tedesca, giunta qui in barca tre anni fa con il compagno Michael. “Ragusa è per noi come una seconda casa. Abbiamo una community su Facebook (mdrliveabroad) e condividiamo così foto e iniziative che organizziamo spontaneamente, corsi di yoga e di cucina, volontariato e pulizia delle spiagge, e le serate musicali di jazz e bossa nova del martedì, di cui io sono la vocalist”.

C’è anche chi vive in barca con i figli. Sono almeno venti i ragazzini stranieri di varia età che al mattino studiano in barca con i genitori, seguendo programmi specifici molto diffusi nei Paesi anglosassoni, poi girano in bicicletta tra i pontili e le barche. Per loro si organizzano ogni settimana il cineclub o corsi di pittura.

Bill e Nancy Salvo hanno superato l’ottantina, ma a dispetto degli acciacchi dell’età vivono in barca da circa dieci anni tra Siracusa e Ragusa, da quando, lasciati gli Usa, dalla Francia si sono spostati in Spagna seguendo un figlio. La loro vita ormai è molto legata alla Sicilia, se non altro per le radici di Bill che ha qui ritrovato i veri sapori del caciocavallo e del Nero d’ Avola. “I figli americani verranno a trovarci nelle prossime settimane” – racconta, e già fervono i preparativi. Nella dinette del suo Jeanneau classe ‘89, si trovano molti libri italiani, insieme a ceramiche turche, foto di famiglia e di splendidi paesaggi mediterranei. “è  il tempo ritrovato per noi stessi il vero lusso – afferma Bill nel suo discreto italiano -. La vita in barca è stata per noi una rivelazione, insieme al mix incredibile di bellezza, archeologia, arte e sapori che solo la Sicilia può dare. Dopo aver girato anni per mare, e visitato circa cinquanta località, abbiamo scelto di essere siciliani, e ne siamo davvero convinti e soddisfatti”.