Ricordo ancora l’espressione sconvolta dell’amica inglese che, trovandosi per la prima volta in Sicilia, vide alcuni anziani fare dei gesti “strani” alla vista di un carro funebre

di Luca Vullo
disegno di Alessandra Micheletti

Ricordo ancora l’espressione sconvolta dell’amica inglese che, trovandosi per la prima volta in Sicilia, vide alcuni anziani fare dei gesti “strani” alla vista di un carro funebre.

Si erano toccati d’istinto gli organi genitali con una mano. Le spiegai che l’italiano è superstizioso e lo si può riscontrare maggiormente dal centro in giù e quegli atteggiamenti in realtà hanno una logica precisa e nulla hanno a che fare con la sessualità. Avevano fatto il tipico gesto scaramantico contro la sfortuna che può essere paragonato al toccare ferro o legno in altri Paesi.

Non è l’unico gesto possibile, ne esiste un altro meno volgare, ma con la stessa efficacia: le corna. Il dito indice e mignolo vengono orientati verso terra con il dorso verso l’esterno e con un movimento veloce e ripetitivo si deve alzare e abbassare la mano. Come un parafulmine che fa da scudo e scarica l’energia a terra, con questo gesto sarai protetta dalla negatività!

Adesso immaginate invece di essere in auto a Palermo dove incontrate il classico automobilista che supera a destra e poi taglia la strada perchè vuole arrivare tredici secondi prima di te.Lo spavento e la rabbia provocano diverse reazioni, ma un siciliano che cosa farebbe d’istinto? Potrebbe fare il gesto del “Tiè – curnutu” che si compone sempre con le due dita a formare le corna. Stavolta le dita vengono rivolte verso l’automobilista. In questo caso la negatività e la sfortuna vengono scagliate addosso a lui con espressione facciale per nulla positiva e amicale.

Dunque, riassumendo, le corna sono un superpotere, una sorta di arma speciale che possiamo usare per attaccare, ma anche per difenderci dal malocchio e dagli influssi negativi. È passato del tempo da quell’incontro e penso che la mia amica stia ancora ridendo.