Lago Arancio, Piana degli Albanesi, Ogliastro, Lago Poma: luoghi perfetti per molte attività sportive e ricreative. In una regione che ha il maggior numero di bacini artificiali di tutta Italia è il momento di puntare anche sull’acqua dolce

Non chiamateli invasi. I laghi siciliani, per quanto artificiali, sono piccole oasi naturalistiche, parte della natura e del paesaggio isolano. E diventano protagonisti nei periodi di siccità: per i livelli che si abbassano, l’acqua gettata a mare e la tenuta delle dighe. “Impossibile considerarli solo serbatoi – è il giudizio del botanico Rosario Schicchi – hanno richiamato tanti tipi di piante e animali creando ecosistemi che hanno arricchito la biodiversità”. Il paradosso naturale-artificiale è apparente e qualche pioniere tenta di risolverlo, tanto che la “gita al lago” inizia a coinvolgere i siciliani. “La Sicilia siccitosa e priva di riserve ittiche – dice Alfonso Milano, dirigente per l’Acquacoltura dell’assessorato regionale alla Agricoltura e Pesca – è uno stereotipo. Al contrario la nostra è la regione italiana con il più alto numero di laghi artificiali che rappresentano un’occasione di sviluppo. Non solo per l’acquacoltura ma, anche per tutte quelle attività che si possono sviluppare lungo le sponde dei laghi, turistico-sportive e di pesca. L’acqua dolce può produrre come la terra”.

Su alcuni laghi sono sorti centri sportivi dove chiunque può praticare gli sport nautici, tra cui vanno forte il wakeboard, lo sci d’acqua con la mono tavola, e il sup (Stand up paddle) surf che avanza remando in piedi con una lunga pagaia. “Il lago Poma è bellissimo – dice Manfredi Napoli, presidente del circolo nautico La Baietta – per la natura, la qualità dell’acqua e il paesaggio. Noi siciliani pensiamo che esista solo il mare. Chi arriva qui si ricrede e torna. I nostri laghi sono poco sfruttati per mancanza di cultura e burocrazia. Questa oasi naturale ha un valore incredibile per il territorio. Stiamo cercando di mostrare ai siciliani che una giornata sul lago è piacevole, un relax tra la natura. L’acqua è pulitissima, ci sono continui controlli biologici perché è un invaso che dà acqua potabile”. Alla Baietta si può fare sport o soltanto prendere il sole. Esiste una zona balneabile, mentre in altre è proibito per i motori che pompano l’acqua.

Un altro circolo che ha puntato sull’acqua dolce è il “Tre Laghi” che dal 1986 ha una sede nautica sulle rive del lago Nicoletti, creato sbarrando il corso del fiume Dittaino in provincia di Enna. “Quest’anno – dice il presidente Giovanni Sacco – abbiamo cambiato lo statuto e aperto la nostra struttura anche a chi non è socio del circolo per praticare sport come vela, canoa, sci nautico, windsurf, sup, wakeboard, wakesurf (surf da onda creata dalla barca, ndr.) ma anche tiro con l’arco, mountain bike, arrampicata sportiva su una parete attrezzata. Dal nostro pontile si possono fare i bagni, l’acqua è di ottima qualità e si evita il difficile ingresso da sponde argillose”. Resterà aperto fino alla fine di ottobre.

Da tre stagioni sulla riva del lago Rosamarina, poco oltre Caccamo, è aperto il Rosamarina Lake, una struttura privata che offre anche pernottamenti in tenda tra gli eucaliptus. “Il primo pensiero per una vacanza in Sicilia è il mare, quindi andare al lago è fuori dagli schemi – dice il direttore Simone Turano – ma qui si possono fare tante cose: vela, canoa, moto d’acqua, mini catamarani, pesca e la giornata passa velocemente”. Per richiamare i turisti, saranno organizzati festival musicali. “Il più importante – spiega Turano – sarà il Sundays Festival del 21-22 luglio su due palchi, uno nell’anfiteatro con dj elettronici e uno a bordo lago, con musica indie, rock e pop. Quaranta artisti dalla tarda mattina alla sera. L’idea è di un gruppo di ragazzi siciliani che vivono a Londra”.

Dieci anni fa, il progetto della Regione “Laghi vivi” portò migliaia di studenti siciliani a conoscere i laghi. “Ma non è bastato – dice Alfonso Milano -. Mancano iniziative forti dei comuni. Per esempio, c’era un progetto per valorizzare le sponde del lago di Naro ma è cambiata amministrazione e la nuova ha lasciato perdere tutto”.

Un caso è quello della pesca sportiva. Nei weekend le rive dei laghi siciliani si riempiono di extracomunitari, soprattutto rumeni e cinesi avvezzi alla pesca in acqua dolce per procurarsi cibo. I laghi sono pieni di pesce: black bass, lucci, persici, tinche, trote, carpe… Le licenze vengono concesse dalle Province, ma solo alcune hanno fatto regolamenti che indicano cosa e quando si può pescare. “Nel Centro-nord – dice Milano – ogni fine settimana quattrocentomila pescatori d’acqua dolce si muovono verso strutture private. Verrebbero volentieri in vacanza Sicilia con le famiglie se ci fossero le strutture e rive attrezzate per la pesca sui nostri laghi. Invece resiste la pesca di frodo, con le reti, a volte con esplosivo”.

“I pescatori di acque interne in Sicilia – dice Rosario Barbagallo, presidente regionale della federazione pesca sportiva – sono circa cinquecento. A volte ci chiamano da alcuni laghi dove ci sono troppi black bass, che sono predatori. Non ci sono strutture per pescare in sicurezza e regole chiare. A volte per le gare siamo noi a pulire le rive. Servirebbe individuare quattro-cinque luoghi da adibire a campi di gara omologati con regole chiare e strutture d’accoglienza in modo che i pescatori-turisti possano venire tranquillamente in Sicilia. In tal senso siamo disponibili a collaborare con la Regione. Molti dal Nord mi chiamano e mi chiedono se possono venire a pescare in Sicilia e non so cosa rispondere”.

Dal punto di vista sportivo il clima è ideale per gli allenamenti invernali ma mancano le strutture. Si va avanti con iniziative isolate come quelle del Telimar di Palermo. “A Piana degli Albanesi – dice Marco Costantini, allenatore di canottaggio del club palermitano – in passato, abbiamo ospitato le nazionali tedesca e russa di canottaggio, una squadra di Oxford. Quest’anno, poiché l’acqua a Piana era molto poca, abbiamo portato gli atleti del Corpus Christi, antico college di Cambridge, nel lago Poma. L’Italia è un punto di riferimento per gli allenamenti invernali degli atleti di tutto il mondo anche per la qualità del cibo. La Sicilia ha un potenziale enorme. Basta pensare a Sabaudia dove si allenano fino a dieci nazionali contemporaneamente oppure a Gavirate, sul lago di Varese, dove la federcanottaggio australiana ha acquistato una struttura per gli allenamenti con tale soddisfazione che oggi si appoggiano sul centro trentadue federazioni sportive aussie. Con un indotto enorme per il territorio”.

Infine l’acquacoltura. In Sicilia c’è un boom di impianti industriali d’acqua dolce con vasche. “Adesso puntiamo a coinvolgere – dice Alfonso Milano – gli stagni e i laghetti delle aziende agricole ma per i laghi finora non si è mosso niente nonostante i contributi dell’Unione europea che arrivano al cento per cento in caso di ente pubblico”. Opportunità non ancora colte. “Dopo un convegno sui laghi, abbiamo organizzato con successo tre gite ai laghi Arancio, Piana degli Albanesi e Ogliastro aperte anche ai non soci – dice Alfonso Lo Cascio, presidente BCSicilia -. Il lago non viene percepito ancora come risorsa dai siciliani. Per esempio a Sambuca non abbiamo trovato qualcuno in grado di poter condurre la vita guidata al lago Arancio”. Scriveva il poeta Ungaretti: “Ci vendemmia il sole/Chiudiamo gli occhi/per vedere nuotare in un lago/infinite promesse”.