Visita guidata nel cuore della città tra archeologia, arte, urbanistica e storia

di Adriana Chirco

Tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo, due importanti misure emanate da Ferdinando il Cattolico segnarono la vita sociale della Sicilia: l’espulsione degli Ebrei dal 1492, che decimò gran parte dei banchieri della città, e l’istituzione del Tribunale del Santo Uffizio nel 1513, attraverso cui la monarchia esercitò un controllo continuo sulla popolazione. Nel 1516 la corona di Spagna passava a Carlo V della dinastia Asburgo di Spagna; la Sicilia, retta dal viceré Moncada, fu sottoposta a gravi pressioni fiscali e difficoltà finanziarie.

L’economia dell’Isola era basata quasi esclusivamente sul latifondo ed era in mano ai baroni che gestivano la vita pubblica e politica, mentre s’impoverivano i ceti commerciali. Malgrado le insurrezioni del 1517 e del 1523, furono anni di relativa stabilità, ma la popolazione fu decimata da pestilenze e carestie. La città, che aveva ancora un impianto medievale, iniziava a cambiare volto.

Alcuni interventi urbanistici servirono a regolare e collegare i quartieri interni della città: la diritta Discesa dei Giudici collegò dal 1508 il piano del Pretore con il quartiere Lattarini, determinando un incrocio ortogonale che inquadrava Palazzo Pretorio; nel mercato della Vucciria fu completata la piazza, fu aperta piazza Garraffello e allargata via dei Cassari fino alla Cala. Fino al 1550 fu ancora presente l’influenza del gotico-iberico, corrente che rispondeva bene alla risoluzione di problemi statici, si conformava per l’effetto estetico alle richieste dei committenti ed era entrata nella pratica dei fabricatores, tuttavia già si diffondevano canoni costruttivi di derivazione rinascimentale.

In quello stesso periodo, lungo l’arco della Cala, sorsero nuovi edifici religiosi, tanto che proprio quest’ambito urbano è considerato il terreno specifico dell’architettura del primo ‘500. Oltre a Santa Maria di Portosalvo sorsero San Giovanni dei Napoletani (1550), Santa Maria di Piedigrotta (1565, distrutta), San Sebastiano (1493 e 1516); in piazza Marina la chiesa di Santa Maria dei Miracoli (1547); nel quartiere Loggia, Santa Maria La Nuova (1534-45) e San Nicolò lo Gurgo; l’ingresso della chiesa di Sant’Eulalia in via Argenteria Nuova.

Nel rione dei Patitelli fu ricostruita la chiesa di Sant’Antonio Abate (1536), nella via Albergheria sorse la chiesa del Crocifisso (ante 1538), su via di Porta Carini, fu edificata la chiesa dei SS. Giovanni e Giacomo (demolita). La costruzione di queste chiese si deve alle numerose confraternite.