Abbecedario perché forse il segreto sta tutto nella semplificazione, nel ridurre le presunte complessità all’eresia del buon senso. In Sicilia i problemi nascono non tanto nell’essere complicati, quanto dal credersi complicati. E questo complica le cose, anche le più semplici

di Roberto Alajmo

Carezza
Chiedere lo sconto nei negozi è un riflesso condizionato, retaggio dell’arte tipicamente mediorientale della trattativa. Come succede nei suk, certi commercianti si aspettano che il compratore, prima di decidersi all’acquisto, attraversi diverse gradazioni di tattico disprezzo: minacci di andare via, esprima sarcasmo sulla merce e solo in finale faccia una serie di contro-offerte.

Se tutti i passaggi della trattativa non vengono rispettati, magari perché il compratore non è abbastanza mediorientale, il venditore non si offende; ma rimanerci male, questo sì. La richiesta di sconto, in particolare, da parte del cliente è un riflesso condizionato, e convenzionalmente prende il nome di carezza. “Me la fa una carezzina?” Una volta una signora siciliana, decidendosi all’acquisto di un paio di scarpe, se lo lasciò scappare alla cassa di un negozio del continente: “Me la fa una carezzina?”. Lei stessa raccontava di quanto il commesso rimase frastornato.