di Luca Vullo

Una delle tappe obbligatorie per chi visita la Sicilia nel periodo estivo è quello di fare una dignitosa colazione con granita e brioche. I più golosi amano combinare diversi gusti, come per esempio pistacchio e gelsi, per poi aggiungere della panna fresca sopra. Stiamo parlando di una sorta di capolavoro culinario siciliano che mette totalmente ko anche i più scettici e spazza via ogni parola per lasciare spazio a vistose espressioni di piacere.

Il cameriere esperto, a quel punto, potrebbe chiedervi se la granita sia di vostro gradimento o meno. In questo caso non sarebbe sufficiente rispondere con il classico gesto del “buono” che si insegna ai bambini, ma sarebbe opportuno utilizzare un gesto più enfatico come Al bacio.
Le dita della mano chiuse a formare una sorta di cono vengono portate a contatto con le labbra per essere letteralmente baciate con tanto di “bacio cu lu scrusciu” – il bacio con lo schiocco – subito dopo l’avambraccio si muove in avanti e le dita si aprono improvvisamente come per disperdere nell’aria le particelle vibranti di quel bacio.

Una comunicazione molto scenica e interattiva che, facendo l’occhiolino alla fisica quantistica, racchiude in sé la poetica della gratitudine presentata con la tipica passione italiana. Un gesto che nello stesso contesto potrebbe essere usato per dire “Duci Duci” e quindi “Sei dolcissimo”, a un bambino che tutto sporco di gelato vi sta sorridendo.

Ma se proprio in quel momento dovesse passare davanti alla gelateria una bella ragazza, quale migliore occasione per farle un complimento non verbale indirizzando quel bacio proprio a lei?