Visita guidata nel cuore della città tra archeologia, arte, urbanistica e storia

di Adriana Chirco

La presenza di un forte ceto mercantile e borghese, formato da ricche famiglie provenienti dalla Catalogna e da altre province italiane, favorì la costruzione di edifici residenziali per un nutrito gruppo di ricchi mercanti. Tra i nuovi edifici si annoverano numerose chiese costruite dalle “Nazioni” (colonie) provenienti dall’Italia o dalla Spagna, e dalle Confraternite, concentrate soprattutto nelle zone a ridosso del porto della Cala.

Il grande fermento costruttivo del ’400 ha prodotto costruzioni monumentali in cui ricorre un vivo interesse per lo stile gotico di ascendenza catalana che meglio definiva il carattere laico ma aristocratico della compagine sociale (palazzo Bonet, palazzo Speciale – oggi Raffadali – palazzo Marchesi, palazzo Sottile, i palazzi Chirco, Di Napoli, Termine Pietratagliata, Ossada, i palazzi delle vie Merlo e Alessandro Paternostro). Si tratta di bifore, finestre ad arco o architravate con cornici a bastone di finissima realizzazione, portali, fasce marcapiano o cornici a gradino e colonne angolari, ben visibili ancor oggi.

Negli edifici più tardi spesso coesistono motivi d’ispirazione gotica con elementi rinascimentali, introdotti in Sicilia dai maestri lapidici e marmorari, le cui famiglie provenivano dal nord d’Italia. Ne sono esempi i rivestimenti marmorei di alcune cappelle della chiesa di San Francesco d’Assisi tra cui la Cappella Mastrantonio, capolavoro di Francesco Laurana. La tendenza gotico-catalana permane per tutto il primo trentennio del ‘500, rallentando l’avvento in Sicilia della Rinascita italiana, ma costituendo la più felice espressione artistica locale, dopo l’esperienza normanna.

Intere contrade furono definite da palazzi aristocratici, come via Bandiera che contava numerose residenze di aristocratici e di civili di alto rango; molti di questi palazzi sono stati trasformati dopo il XVIII secolo e non sono più distinguibili. Strutture di quell’epoca si trovano in edifici rifatti in epoche più tarde, sicché a volte è difficile individuare la configurazione originaria di immobili nei quali rimangono solo resti, seppure pregevoli, di cornici o finestre.

Gli edifici sono concentrati nelle zone mercantili del porto, vicino alle piazze dei mercati e lungo le vie di collegamento tra questi ultimi; si trovavano soprattutto alla Loggia, in via Argenteria e piazza Garraffello, immediatamente accessibile dal porto della Cala, dove si trovavano le “logge” dei mercanti, e nei pressi della Fieravecchia, oggi piazza Rivoluzione, un tempo luogo di floride attività artigianali e residenza dei ricchi mercanti di origini pisane.