Una proposta di rassegna

di Claudia Cecilia Pessina

Dagens Nyheter (Svezia) Colette Van Luik – 17 aprile 2018
In Sicilia le marionette raccontano storie di un tempo che fu
Dall’esterno non sembra un granché. Ma quando sali al secondo piano del vecchio edificio si apre un mondo magico e meraviglioso. Un mondo di marionette fatte a mano. La maggior parte di origine siciliana, alcune secolari, ma molte provenienti anche da Cina, India, Bali, Myanmar, Thailandia, Vietnam, Francia, Stati Uniti. Le sale sono piene di centinaia di burattini, marionette, bunraku giapponesi e figure del teatro delle ombre.

Il museo, fondato a Palermo dall’Associazione per la conservazione delle tradizioni popolari nel 1975, unico nel suo genere, attira amatori e ricercatori da tutto il mondo. I burattini raccontano storie d’amore, di crociati, cavalieri ed eroi. Molti personaggi dell'”Opera dei Pupi” sono legati alla storia italiana, come Ruggero e Tancredi. Ci sono anche più di 7000 libri, oltre a fotografie, video e registrazioni sonore provenienti da teatri dei burattini di vari paesi. Gli scolari siciliani visitano spesso il museo per studiare la loro storia e la cultura popolare.

The Irish Times (Irlanda) Arminta Wallace – 30 giugno 2018
Come dipingere un vulcano
Di tutti i fenomeni naturali della terra, i vulcani sono forse i più esteticamente attraenti. E i più terrificanti. Poche persone sono così pazze da stare a distanza ravvicinata per ritrarli in olio su tela come Carmel Mooney. La pittrice ha passato più di venti anni ad arrampicarsi sui contrafforti lavici del Monte Etna e sulle Montagne del Fuoco a Lanzarote, con il taccuino in mano, facendo schizzi dettagliati che poi trasforma in dipinti drammatici di eruzioni, bordi craterici e grandi squarci sulla superficie del pianeta.

In occasione della sua mostra From Earth To Fire, tenutasi all’Istituto Italiano di Cultura a luglio scorso, è stato invitato a interloquire con l’artista Eoghan Holohan, docente di scienze della terra, che ha dichiarato di amare i vulcani perché “sono eccitanti, dinamici e influenzano in modo fondamentale il modo in cui funziona il mondo”. “Non so se io amo i vulcani – ha ribattuto Mooney – ma sono una grande sfida da dipingere”.

Junge Freiheit (Germania) Wulf D. Wagner – 10 agosto 2018
Palermo, un luogo pieno di contraddizioni
La sera, quando le lanterne inondano di luce dorata le strade tortuose e gli ampi viali, quando tutti gli edifici importanti sono illuminati d’oro e nel cielo blu scuro i gabbiani volano in cerchio in un bagliore dorato, anche al turista mordi-e-fuggi si rivela il magico splendore di questa città. Palermo è apprezzata come una delle più affascinanti d’Europa. Arabi e Normanni la impreziosirono e fecero della Conca d’Oro un giardino dell’Eden, coperto nel periodo postbellico da aree residenziali buttate lì senza un progetto, cemento e asfalto. Oggi si parla spesso del periodo che va dall’incoronazione di Ruggero II nel 1130 fino alla morte nel 1250 dell’imperatore Federico II Staufer come di un’epoca modello di un futuro sogno di società multiculturale e tollerante.

La “Carta di Palermo” del 2015 stabilisce “la libera circolazione un diritto umano inalienabile”. Il sindaco afferma che “Tutti i migranti sono benvenuti”, e chi arriva a Palermo viene da lui dichiarato palermitano. Ma la tolleranza molto elogiata di questa città è rara oggi come lo era secoli fa. Gli africani, in realtà, dove li trovi integrati? Portano via la spazzatura o lavorano in cucina nei bar alla moda o nei ristoranti. Non li vedi come camerieri o tanto meno come ospiti. Non c’è lavoro ben pagato per loro più di quanto non ce ne sia per i giovani siciliani, che vivono spesso a carico dei o con i loro genitori, oppure migrano nel nord Europa. Una città dunque piena di fratture, di contraddizioni.