Sono due signori che di sangue siciliano non hanno neanche una goccia nelle vene a ricordarci chi siamo stati, chi siamo e chi possiamo essere

di Laura Anello

Sono due signori che di sangue siciliano non hanno neanche una goccia nelle vene a ricordarci chi siamo stati, chi siamo e chi possiamo essere. Massimo Valsecchi, uno dei più grandi collezionisti del mondo, ha scelto Palermo per vivere e portare qui il suo museo e la sua lucida visione di arte come strumento di incontro e di dialogo tra culture.

“Amo la Sicilia perché è terra di mescolanza e di accoglienza, un modello per l’Europa”, dice mostrando a Gattopardo per la prima volta le straordinarie sale di Palazzo Butera dopo il restauro. E poi c’è Clementina di Montezemolo, moglie di Luca, che a Palermo ha fatto nascere un progetto che vede insieme bambini della città e migranti. Attratta anche lei dal ruolo cruciale che la Sicilia ha nel Mediterraneo. Sulla loro scia, e sull’onda della ribalta di Manifesta e di Palermo Capitale della Cultura, ci sono decine di designer, artisti, imprenditori che hanno scelto l’Isola per mettere su casa – e non soltanto per le vacanze – mentre lo chef bistellato Pino Cuttaia si prepara a lanciare Cooking Med, un grande laboratorio di riflessione sul cibo nel Mare Nostrum. Cibo come etica, responsabilità, rispetto delle stagioni e dell’ambiente.

La Sicilia vive un momento straordinario, e questa volta ha l’occasione di dimostrare che è capace di ripartire da se stessa.