Il 2018 è decisamente l’anno dei pétillant naturel, anche conosciuti come PET-NAT, col fondo o surlie. Ma cosa sono?

di Vincenzo Donatiello

Il 2018 è decisamente l’anno dei pétillant naturel, anche conosciuti come PET-NAT, col fondo o surlie. Ma cosa sono? Sono vini spumanti, meglio dire frizzanti, diversi per metodo di produzione dal metodo classico e dal metodo Martinotti. Questi vini sono prodotti con un metodo detto “ance-strale” diffusissimo nel sud della Francia e che con il passare degli anni ha visto espandersi in maniera prepotente il proprio successo e ne ha permesso la diffusione nel resto del Mondo.

Questo metodo prevede l’inizio di fermentazione in autoclave o botte o anfora e la successiva messa in bottiglia dove terminerà la fermentazione con la produzione dell’anidride carbonica utile al perlage. Italia, Francia in molte regioni, Austria, Slovenia, ma anche Sudafrica, Stati Uniti: a oggi non c’è regione del mondo che non conosca la presenza di uno o più produttori che si siano dedicati a questo metodo. E così, dalla Loira alle terre del Lambrusco, dal Prosecco al Colombard, non ci sono limiti alle possibilità di produzione e assaggio di queste bollicine. Il successo è dovuto sicuramente al non aver connesso questa tipologia di vino con un’unica regione e permettendo di sperimentare in svariate parti del globo con altrettante uve diverse, creando un microcosmo di vini ricercatissimi per la facilità di beva, l’approccio semplice e la duttilità di consumo.

Quali sono le etichette da non perdere? Sicuramente il Prosecco Colfondo di Bele Casel, uno dei primi a produrre questa tipologia in Italia, scendendo lungo lo stivale un’altra bottiglia da non perdere è il Lambrusco di Podere Magia. Restando in Emilia c’è un vino che adoro ed è il Pignoletto sui lieviti di Orsi-Vigneto San Vito. Ancora due suggerimenti dal centro Italia: il Lolì di OT Wines, Rocco Toscani ha preso le redini della azienda di famiglia e produce questo Syrah di gran gusto; l’altro è prodotto da Riccardo Baldi de La Staffa ed è un Verdicchio fresco. In Sicilia ci sono due nomi su tutti che oggi hanno prodotto dei surlie veramente degni di nota: Porta del Vento con i suoi Voria bianco e rosato e Cantina Marilina della famiglia Paternò che declina il Viognier in bianco e il Nero d’Avola in rosato.