Trentanovenne vicequestore alla Mobile di Catania, ma palermitana purosangue, Vanina Guarrasi porta nell’anima la sua città natale

di Santo Piazzese

Trentanovenne vicequestore alla Mobile di Catania, ma palermitana purosangue, Vanina Guarrasi porta nell’anima la sua città natale. Il che non le impedisce di lasciarsi indurre volentieri nelle tentazioni che il capoluogo etneo sa dispiegare su tutti i fronti del vivere quotidiano: gastronomia, territorio, umanità varia.

Segnata nell’adolescenza dall’assassinio del padre poliziotto, avvenuto sotto i suoi occhi sulla soglia del Garibaldi, il liceo della borghesia palermitana, e reduce da una dolorosa storia d’amore cui ha posto unilateralmente fi ne, Vanina ha accumulato un bel po’ di successi professionali, primo tra tutti la neutralizzazione del gruppo di malacarne che le ha ucciso il padre. Questo le ha assicurato la stima incondizionata della sua squadra e dei suoi capi. Sabbia nera, primo romanzo che porta in sé la promessa di una lunga serie, si apre con una di quelle piogge di ceneri e sabbie laviche con le quali l’Etna – “a Muntagna” dei catanesi – notifica di tanto in tanto ai residenti la propria esistenza in vita.

È l’inizio di un autunno alla siciliana che si srotola tra tepori di albe e tramonti e atmosfere arroventate del giorno pieno. Nell’imperversare della tormenta di sabbia, Alfi o Burrano, giovane e fascinoso rampollo della buona borghesia catanese, scopre accidentalmente in un monta-carichi ben mimetizzato il cadavere mummificato di una donna. Il ritrovamento avviene in un’antica, grande casa di Sciara, che appartiene a Teresa Burrano, anziana zia di Alfi o, ricchissima ma avara oltre misura.

Nella stessa casa, una cinquantina di anni prima, era stato ucciso lo zio Gaetano Burrano, marito di Teresa. Il suo assassino ha da poco finito di scontare una lunga condanna. Vanina però dubita che sia stato davvero lui il colpevole dell’omicidio. E si persuade subito che deve esistere una relazione diretta tra quel vecchio delitto e la donna mummificata, presumibilmente vittima contestuale dello stesso assassino.

I vecchi casi irrisolti, quelli così detti “freddi”, esercitano una vera attrazione magnetica su Vanina, che da quel momento si occuperà a tempo pieno, con tutta la sua squadra, di ricomporre quello che si presenta subito come un vero puzzle. A cominciare dall’identità della donna del montacarichi, che potrebbe essere una giovane mondana scomparsa all’epoca dell’omicidio Burrano e mai più ritrovata. Ne risulta un intrigo nel quale, come si conviene a un noir serrato,  non mancano i colpi di scena.

Cristina Cassar Scalia, autrice di Sabbia nera, è un’oftalmologa originaria di Noto, lavora a Catania, dove vive, e sembra nutrire una vera passione per la città di Palermo, oltre che per la natia Noto. Ne farà di strada, Vanina Guarrasi.