Breve guida per i weekend tra chiese, biblioteche e castelli

di Chiara Dino

Agrigento
Biblioteca Lucchesiana
Il tesoro settecentesco donato dal vescovo
Il vescovo Andrea Lucchesi Palli, di nobile famiglia e di grande cultura, il 16 ottobre 1765 fondò la Biblioteca Lucchesiana per contribuire alla formazione di “maturi cristiani e responsabili cittadini”. Donò alla comunità cristiana un edificio di sua proprietà, adiacente al Palazzo vescovile, e il suo patrimonio librario, poi arricchito nel corso dei secoli. Oggi la Biblioteca custodisce sessantamila volumi: manoscritti, incunaboli, testi arabi e codici miniati.

Caltanissetta
Museo Aziendale Averna
I segreti dell’amaro nell’ex convento dei Cappuccini
L’edificio più antico della fabbrica di liquori Averna fu costruito dopo il 1859 sui resti dell’antico convento dei frati Cappuccini, risalente al 1545. La fondazione della distilleria si ebbe nel 1868 a opera di Salvatore Averna, appartenente a una famiglia di commercianti di tessuti, il quale fu intimo frequentatore dei Cappuccini che officiavano nella vicina Abbazia di S. Spirito, i quali, in segno di riconoscenza per la sua opera di benefattore, gli consegnarono la ricetta segreta di un infuso di erbe che, pur essendo “amaro”, era gradevole al palato. Il tipico elisir cappuccino fu convertito in prodotto industriale su larga scala e ottenne il “Brevetto della Real Casa” concessa da Vittorio Emanuele III nel 1912.

Messina
Chiesa di Maria SS. Annunziata dei Catalani
Il raffinato sfarzo dei mercanti catalani
È una delle massime espressioni dell’arte siciliana medievale. Venne edificato nel XII secolo come Cappella reale e alla fi del 1400 fu ceduta alla Confraternita dei mercanti catalani. I ricchi spagnoli avevano una fi comunità in riva allo Stretto. L’edificio è a una quota più bassa rispetto al livello stradale, perché, dopo il 1908, la città nuova sorse sullo strato di macerie

Catania
Palazzo Asmundo Di Gisira
Passato e futuro nell’antica piazza San Filippo
Edifi nel 1704 – qualche anno dopo uno dei terremoti più devastanti della storia d’Italia, quello del 1693 – Palazzo Asmundo di Gisira fu tra i primi edifici a essere eretto in quella piazza che, all’epoca, prendeva il nome di San Filippo, oggi Mazzini. Su progetto dell’architetto Giuseppe Palazzotto e disposizione di Adamo Asmundo – nipote di colui che affi il duca di Camastra, vicario generale per la ricostruzione del Val di Noto – e di sua moglie Maria Landolina, titolare dei feudi di Bonfalà e di Gisira, ebbe inizio la riedificazione che avrebbe reso Catania celebre per il suo pomposo nero, fatto di blocchi estratti dalla lava, a perpetua memoria del passato.

Modica
Fondazione Grimaldi
Il palazzo neorinascimentale e la pinacoteca con i ritratti
Dopo la disastrosa alluvione del 1833, sui resti di un gruppo di case si costruì la nuova dimora della famiglia Grimaldi, un palazzo in stile neorinascimentale, con due magnifici balconi a serliana sovrapposti. Salendo su per lo scalone adorno di colonne e visitando gli ambienti ancora in parte affrescati, si potranno scoprire la storia gloriosa del casato e il lascito più significativo di uno degli ultimi esponenti. L’edificio infatti, oggi ospita l’istituzione nella quale confluisce l’Opera Pia voluta, agli inizi del 1900, da Giovanni Pietro Grimaldi, eccelso fi modicano, per la promozione della ricerca universitaria.

Siracusa
Latomia dei Cappuccini
Le antiche cave dei supplizi diventate giardino paradisiaco
La Latomia dei Cappuccini, una delle più grandi del territorio di Siracusa, nel VI secolo avanti Cristo era una cava. Ma nel 413 divenne luogo di orribili supplizi. In occasione della spedizione ateniese contro Siracusa, infatti, i nemici greci fe- cero una terribile fi imprigionati nelle viscere della terra, in gran parte morirono. Successivamente, la latomia fu destinata a necropoli. Alla fi  del 1500, i frati di un convento vicino fecero crescere rigogliosi orti e giardini. E fu la catarsi. Questo luogo diventò un posto dolce e ameno, meta nei secoli successivi di tappe di importanti viaggiatori del Grand tour.

Ragusa
Campanile della Cattedrale di San Gio-vanni Battista
Dalla vetta i monumenti e la campagna iblea
Il progetto originario prevedeva due campanili, che avrebbero dovuto affiancare la chiesa, conferendo dinamicità alla facciata ricca di intagli e sculture. Alla fi ne fu realizzato uno solo, completato nel 1760, ma di grande effetto. Inerpicandoci su per 129 gradini si conquista la vetta, a cinquanta metri di altezza. Da qui si schiudono visuali sui monumenti della piazza, sulla cupola vicinissima della chiesa della Badia e, in lontananza, su uno scorcio della campagna iblea che cinge la città. All’interno, tesori barocchi e la straordinaria veste rococò che ricopre interamente le pareti e le volte.

Trapani
Torre della Colombaia
In barca sull’isoletta per scoprire l’antico Castello
È uno dei luoghi più affascinanti della città. Se ne fa risalire la costruzione al tempo della prima Guerra punica, a opera di Amilcare. Dopo la sconfitta inferta dai Romani, il Castello cadde in abbandono. Nel XVI secolo divenne fortifi per difendere il centro abitato dalle incursioni dei pirati. I Borbone utilizzarono il Castello come prigione: tale rimase fi al 1965.

Scicli
Palazzo Municipale
La stanza del questore del commissario Montalbano
L’antico complesso monastico delle Bene- dettine annesso alla chiesa di San Giovanni fu trasformato, nei primi anni del ‘900, nel Palazzo del Comune. Al primo piano si trova la stanza del sindaco, nota al pubblico come set per l’ufficio del questore nella serie del commissario Montalbano. I decori della sala, gli affreschi di Bartolo Militello, gli arredi originali risalenti al 1908, gli og- getti preziosi esposti come le mazze secentesche in argento, contribuiscono a creare l’atmosfera retrò e affascinante in cui sono ambientate le vicende di Montalbano.