Piccola selezione degli artisti di Manifesta 12 da non perdere

di Paola Nicita

Masbedo
Videomobile, Palazzo Costantino
I Masbedo, duo di videoartisti formato da Nicolò Massazza e Iacopo Bedogni, hanno realizzato i loro lavori espressamente per questa edizione di Manifesta 12: dopo Protocol no. 90/6 , installazione vista all’Archivio di Stato, adesso è visibile il Videomobile, un camion posteggiato nell’atrio di Palazzo Costantino, che si muoverà tra vari luoghi della città, offrendo i suoi film al pubblico, girati a Palermo con personaggi e storie della città, per arrivare a tutti. Un nuovo film sarà realizzato dai Masbedo a settembre.

Soundwalk Collective
La Sindrome di Ulisse – ex Oratorio di Santa Maria del Sabato Vicolo Meschita (traversa di via dei Calderai)
Chiudete gli occhi e ascoltate: questi sono i suoni, i rumori, forse le musiche che hanno accompagnato Ulisse lungo le sue lunghe peregrinazioni. I Soundwalk Colettive hanno ricreato un panorama sonoro del Mediterraneo, seguendo la rotta di Ulisse con una barca, alla quale hanno applicato antenne, scanner e registratori. Nell’oratorio cinquecentesco, decorato da Procopio Serpotta, vedrete installati degli speaker, circondati da luce blu: il viaggio è iniziato, lasciatevi trasportare dalle onde sonore.

Lia Pasqualino Noto
Prego, si accomodi
Casa privata e studio, via Dante
Una visita alla casa-studio di Lia Pasqualino Noto, pittrice palermitana del Gruppo dei Quattro, è un viaggio nella storia, dell’arte ma anche della città; l’emozione di entrare, vent’anni dopo la chiusura, a casa della pittrice, nelle stanze di via Dante, e scoprire quanto siano realmente contemporanee le sue pitture è immediata; l’idea è di un percorso domestico dove, insieme a pitture su tela e legno, ceramiche e disegni della Pasqualino – molti i ritratti – si possano scoprire anche opere di artisti ospiti. Visite solo su prenotazione: liapasqualino-noto@mail.com

Ignazio Moncada
Attraverso Palermo Palazzo Branciforte, Palermo; Villa Trabia, Villa Cattolica, Bagheria – Museo Civico di Castelbuono; Ex Convento del Carmine, Marsala
Un percorso che mette in relazione una serie di opere di Ignazio Moncada, diffuse sul territorio siciliano: si parte da Palermo, per ammirare il grande affresco sul soffitto della Biblioteca di Palazzo Branciforte, si prosegue a Bagheria: a Villa Trabia, casa della famiglia Moncada, si può ammirare la Stanza dell’Irrequieto, interamente realizzata in ceramica; a Villa Cattolica è esposto “Le rappresentazioni”, al Museo Civico di Castelbuono è entrata in collezione l’opera “La maga Circe”; all’ex Convento del Carmine a Marsala invece è visibile “Attraverso il colore”, una antologica dedicata a Moncada, curata da Sergio Troisi.

Forensic Oceanography
Liquid Violence – Palazzo Forcella de Seta Piazza Kalsa
La trasformazione del Mar Mediterraneo in una zona militarizzata e di confine traccia un’anatomia del controllo e della violenza, che Forensic Oceanography – duo fondato nel 2011 da Charles Heller e Lorenzo Pezzani – racconta con una videoinstallazione espressamente realizzata per questa esposizione attraverso tre casi reali accaduti negli ultimi anni. Liquid Traces racconta la rotta di una nave abbandonata in mare durante gli interventi militari della Nato in Libia; Death by Rescue ricostruisce gli effetti derivanti delle decisioni dell’Italia e dell’Unione Europea di limitare i soccorsi in mare; Mare Clausum indaga la duplice strategia di chiusura del mare attualmente adottata dal Governo italiano, che criminalizza le attività delle ONG e sostiene le azioni delle autorità libiche atte a prevenire le partenze dei migranti.

Massimo Bartolini
Caudu e fridu – Palazzo Oneto, via Bandiera
L’opera è concepita in relazione con la storia della città. Il caldo e il freddo che danno il titolo all’opera di Bartolini, una sorta di doppia installazione comunicante, curata da Claudia Gioia per la Fondazione Volume! di Roma, sono estratti da un graffio ritrovato nelle celle di Palazzo Chiaramonte Steri. Caldo e freddo delle febbri dei condannati a morte, tracciati ora sul muro in neon rosso; nella stanza contigua, il volume della stanza sormontata da un grande affresco è ridisegnata con delle luminarie spente e affastellate, silenzioso ricamo di grande respiro.

AES+F
Mare Mediterraneum Teatro Massimo, Sala Pompeiana Piazza Verdi
Il gruppo di artisti russi AES+F (Tatiana Armazosova, Lev Evzovich, Evgeny Svyatsky, Vladimir Fridkes) ha realizzato un’installazione formata da nove statuine di porcellana, allestite a raggiera intorno a un video che mostra un mare che, in loop, si placa e torna in tempesta.

Eugeny Antufiev
Quando l’arte diventa parte del paesaggio – Museo archeologico Salinas
Come possiamo riconoscere l’opera dell’artista, quali gli elementi che ci permettono di identificare Eugeny Antufiev, nel progetto curato da Giusi Diana, propone una sorta di caccia al tesoro con tanto di mappa tra le sale del Salinas. Così le sculture in legno, di antiche divinità inesistenti, le maschere, le terracotte, si mimetizzano con le opere della collezione, costringendoci, tra l’altro, ad osservare bene anche opere conosciute.

Per Barclay
Cavallerizza di Palazzo Mazzarino
Le colonne di marmo bianco della cavallerizza di Palazzo Mazzarino si rispecchiano in una superficie nera d’olio esausto che l’artista norvegese Per Barclay racchiude in una vasca che copre la superficie di duecento metri quadrati. Barclay crea un sistema che permette una visione ravvicinata e coinvolgente della superficie nerissima e lucente, sulla quale si specchiano le quattordici colonne che sostengono le volte a crociera, capovolgendo la visione

Alterazioni Video
Incompiuto Siciliano Ex chiesa di San Mattia ai Crociferi, via Torremuzza – Centro Internazionale di fotografia Cantieri alla Zisa, via Paolo Gili
Alterazioni Video lavora intorno al tema dell’incompiuto come emblema, visibile, delle storture sociali e politiche: l’Incompiuto Siciliano, che ha un suo manifesto ed è stato oggetto di mostre, commenti e riflessioni  è emblema della denuncia che passa attravero la visione. Nei video in mostra piscine olimpioniche abbandonate, campi di cricket e ippodromi mai terminati, palazzoni in cemento: monumenti al degrado e memoria del presente.