Grandi attori, manager della Silicon valley, star della musica E dello sport. E milioni di visitatori con un incremento continuo anno dopo anno. Il turismo sull’isola cresce sempre di più. Una grande occasione di cambiamento

di Federica Certa

Il mitico campione di basket Michael Jordan è apparso all’aeroporto di Palermo il 24 luglio, occhiali scuri, berretto di traverso e t-shirt nera. Per il quarto anno consecutivo la Sicilia ha ospitato “Google Camp”, il meeting di quelli che contano nel mondo, organizzato dal colosso di Mountain View con una vagonata listata a festa di vip internazionali, da Lady Gaga a George Clooney, da Harry Styles a Sting. Che hanno mangiato siciliano, passeggiato per le vie di Sciacca, Menfi e Selinunte, dormito in un angolo di paradiso tra mare azzurrissimo e i morbidi declivi dei campi da golf. Beyoncè e il marito Jay-Z si sono immersi nel glamour di Panarea, l’attrice icona di Sex and the City Sara Jessica Parker, con marito e prole, ha fatto la globe trotter tra Modica, Marzamemi, Noto, Ragusa e Siracusa, con una puntata

sull’Etna. Will Smith, con la moglie Jada Pinckett e i tre figli, ha esplorato i fondali delle Eolie: in Sicilia la coppia è arrivata atterrando a Catania e poi ha preso il largo da Siracusa a bordo dello yacht “Kismet”. A Cefalù si sono visti Emma Marrone e i fidanzatini Cecilia Rodriguez e Ignazio Moser, il ct Antonio Conte ha dimenticato gli affanni nel mare di Lampedusa, e ancora Noto è stata scelta in un bouquet di mete fantasmagoriche dalla coppia regina dei social Fedez e Chiara Ferragni, per fare da altare al matrimonio più cliccato dell’anno. Di più. Nell’era delle vacanze concupite e prenotate on line, nelle località più gettonate come Taormina, Cefalù, Sciacca, le Eolie, nella settimana “calda” di Ferragosto si è registrato il tutto esaurito.

A Palermo, Capitale italiana della Cultura 2018 e della dodicesima edizione della biennale d’arte “nomade” Manifesta, con gli itinerari arabo-normanni patrocinati dall’Unesco quello che una volta era il centro storico diseredato e rimosso dalla città dei negozi patinati e delle passeggiate nel fine-settimana, oggi è un fiume di gente – moltissimi i turisti – che osserva, fotografa, acquista, consuma. Metro quadro dopo metro è una moltiplicazione biblica di cibo, oggetti di artigianato, souvenir.

E sempre a Palermo, i primi di agosto, è sbarcato con il suo Boeing privato Quabus Bin Said, sultano dell’Oman, uno dei “paperoni” più ricchi sulla vetta del mondo. Per il suo staff di ottocento persone sono stati prenotati gli alberghi più belli della città, mentre il capo di stato ha fatto base sul suo panfilo reale da 155 metri con elicottero a bordo. Cresce il numero di bed&breakast, case-vacanza e agriturismo, nell’isola le strutture ricettive alternative agli alberghi raggiungono il 78 per cento del totale, più trenta per cento rispetto alla media nazionale.

Aumentano i passeggeri di aerei e navi diretti nell’isola. Che si aggiudica il secondo posto fra le regioni italiane più gettonate per le vacanze enogastronomiche, dopo la Toscana. Tira un’aria da dolce vita per il turismo in Sicilia. Lo dicono i numeri, già confortanti nel 2107, quando si era registrato un aumento di arrivi dell’otto per cento, con oltre quattro milioni e mezzo di visitatori, e un incremento del cinque per cento sulle presenze (cioè i pernottamenti), con più di quattordici milioni di visitatori. In testa le province di Ragusa e soprattutto – esito non proprio scontato – di Caltanissetta, pari merito Palermo e Catania.

E lo dicono i dati più recenti, riferiti al primo semestre dell’anno, con il boom di luglio e agosto. “Prevediamo che le manifestazioni legate a Palermo Capitale italiana della cultura 2018 e a Manifesta – spiega Giovanni Ruggieri, docente di Economia dell’industria turistica e presidente dell’Osservatorio per il turismo nelle isole europee – possano portare un incremento nei flussi pari al 15-20 per cento, anche in considerazione dei risultati che si sono riscontrati nelle capitali italiane della cultura delle edizioni precedenti. Un altro aspetto interessante è l’aumento dei passeggeri stranieri che viaggiano in aereo verso il capoluogo, cresciuti del 26 per cento, mentre in termini di voli internazionali l’incremento è stato del 21 per cento”.

Spulciando tra i numeri elaborati e forniti dall’Osservatorio (Otie) emerge anche una crescita pari al cinque per cento del tasso di occupazione dei posti letto nelle strutture ricettive. Ma in una panoramica da cartolina c’è ancora tanto da fare: “In poche parole – riassume Ruggieri – occorre organizzare e incrementare la domanda turistica da novembre a marzo. In questo periodo dell’anno servono più offerte, soprattutto sul versante della cultura, e più posti aereo disponibili”.

“Siamo finalmente usciti da un decennio di crisi – commenta Toti Piscopo, amministratore delegato di Logos e direttore di Travelnostop, da 35 anni in campo a fianco di tutti gli operatori del turismo – A consuntivo dell’estate 2018 possiamo prevedere un incremento del 15 per cento rispetto allo stesso trimestre del 2017, con una novità significativa: Palermo e Catania sono ormai città gettonate anche nei mesi più caldi, con un incremento di visitatori, rispettivamente, del 15 e del 12 per cento, almeno secondo delle stime prudenti”.

Un altro dato, che fotografa lo stato dell’arte di chi fa turismo per mestiere: “è aumentato il revenue per gli imprenditori del settore – prosegue Piscopo, ovvero lo scarto fra quanto costa gestire un posto letto e quanto porta di guadagno. Direi di un buon 30 per cento, con un incremento del 20 per cento in un anno. Certo, oggi un 3 stelle nel capoluogo, per esempio, costa quasi il doppio rispetto a due anni fa, perché riempire gli alberghi è più facile. Ma per gli addetti ai lavori è una vera boccata d’ossigeno. E non va sottovalutato il ruolo che in questa prospettiva hanno avuto le strutture ricettive alternative: il boom degli ultimi tempi ha fatto da cassa di risonanza e ha spinto gli albergatori tradizionali sulla strada della promozione e della competitività”. È in grande spolvero l’aeroporto “Falcone e Borsellino” di Palermo: record assoluto di passeggeri a luglio, quota 720mila; una crescita del 16 per cento nel primo semestre dell’anno, e nei primi mesi del prossimo anno 8mila metri quadrati di superficie in più grazie a un finanziamento di 45 milioni per i terminal al secondo e terzo livello.

E ancora, 21 le nuove rotte inaugurate in estate, movimenti aumentati del 24 per cento, grazie ad un incremento del 46 per cento dei collegamenti. “A settembre partiranno due collegamenti settimanali con Mosca – annuncia il presidente di Gesap, Fabio Giambrone – e stiamo lavorando a una nuova rotta con la Cina. Per il quadriennio 2017-2021 abbiamo un accordo con Enac per lavori da 80 milioni”. E si fa sempre più concreto il progetto per realizzare un hotel da 40 stanze nell’ex palazzina dell’Ente nazionale di aviazione civile. “Noi metteremo a disposizione lo spazio – dice Giambrone e con una manifestazione di interesse ci rivolgeremo agli imprenditori”. Giambrone ha chiaro un obiettivo: “Collegare con un aliscafo l’aeroporto al porto e alle isole minori”. Quattro anni di bilancio in attivo, quattro anni per raddoppiare, o quasi, il numero dei passeggeri, “e oggi siamo noi a essere contattati dalle compagnie aeree che vogliono investire sullo scalo, non il contrario”.

Viaggia su due cifre anche la crescita del traffico al porto di Palermo: più 19 per cento nel primo semestre dell’anno rispetto allo stesso periodo del 2017, con un incremento di 124mila passeggeri. Ma è il vivacissimo mondo delle crociere che ruota più veloce sul suo asse: “Novantamila passeggeri in più fa i conti Roberto Coroneo, segretario generale dell’Autorità di sistema portuale di Palermo – Crescono gli sbarchi e crescono le attività turistiche in città”.

Un patrimonio che comincia a dare una rendita consistente, ma con ampi margini di miglioramento: “La Sicilia ha cambiato immagine e target turistico, oggi più alto qualitativamente, più colto, più curioso – riprende Piscopo – ma c’è ancora tanto da fare sul versante della programmazione e per offrire sempre più servizi anche agli escursionisti di passaggio per un solo giorno, che vengono considerati un po’ le cenerentole del turismo, ma che in realtà possono generare un grande indotto”.Mette in guardia da prematuri entusiasmi, invece, Giuseppe Cassarà, presidente regionale di Federturismo-Sicindustria e vicepresidente nazionale

Non parlerei di boom, ma credo che l’incremento dei visitatori possa attestarsi su un 5 per cento rispetto al 2017. Le due grandi manifestazioni di Palermo hanno scuramente fatto da traino, ma c’è ancora tanto sommerso che sfugge ai bilanci ufficiali. Positivo è stato senz’altro l’ammodernamento di molte strutture a 3 e 4 stelle, che grazie ai fondi strutturali si sono adeguati agli standard europei”. La difficoltà di fare sistema, resta, però, una spina nel fianco.

“Pubblico e privato, governo regionale e imprenditori – lamenta Cassarà – vanno su binari paralleli e non si incontrano. Non c’è collaborazione reale nella promozione e commercializzazione del prodotto turistico. E questo aspetto ha importanti ripercussioni negative sull’intera filiera.