Abbecedario perché forse il segreto sta tutto nella semplificazione, nel ridurre le presunte complessità all’eresia del buon senso. In Sicilia i problemi nascono non tanto nell’essere complicati, quando dal credersi complicati. E questo complica le cose. Anche le più semplici

di Roberto Alajmo

Assistenzialismo
L’attenzione dello Stato nei confronti della Sicilia è riuscita a essere, dal dopoguerra a oggi, allo stesso tempo troppa e troppo poca. Troppi soldi ma sempre male indirizzati. Versati nelle tasche sbagliate o finiti nel nulla. E finiti nel nulla non per destino, incapacità o sfortuna: ma scientemente, perché non servano giammai a creare uno sviluppo qualsiasi, che possa sollevare la regione dallo stato di perenne bisogno.

In Egitto, ai tempi di Mubarak, i Fratelli Musulmani avevano avuto la capacità di creare una rete di assistenza semiclandestina che era servita a fidelizzare vasti strati della popolazione. Poi a prevalere è stata una repressione antidemocratica. Come quando in Sicilia – durante il fascismo, col prefetto Mori – la mafia venne costretta a cadere in letargo, salvo mantenere la sua rete di mutuo soccorso e poi tornare in forze dopo la liberazione. Ammettiamo che la democrazia ha fra le sue controindicazioni quella di dare nutrimento ai peggiori istinti: fondamentalismo o criminalità