Nel piccolo laboratorio di Cristina Quattrone a Reggio Calabria si creano dolci straordinari con il meglio delle prelibatezze calabresi e non solo. Lo scopo? Mandare aiuti ai bambini del Madagascar

di Laura Grimaldi

Un cioccolato che sa di buono. Per la qualità della materia prima, ma anche perché il ricavato della vendita va in beneficenza e sostiene progetti di aiuto per i bambini del Madagascar.
A Reggio Calabria, il piccolo laboratorio di Cristina Quattrone è una tappa obbligata per i golosi e gli amanti del cioccolato. È al numero 2 di via Prato, accanto alla Villa comunale, a due passi dal lungomare più bello d’Italia che si affaccia sul mare dello Stretto.
La passione di preparare in casa composte, marmellate e dolci l’ha sempre avuta. Poi il caso ha voluto che, passeggiando per le vie del centro di Milano, scoprisse anni fa una piccola bottega di utensili per la preparazione del cioccolato. Da quel negozio, Cristina Quattrone uscì con uno stampo e un attrezzo per immergere ed estrarre le praline dal cioccolato.
Con la passione unita allo studio e alla ricerca, “la signora del cioccolato” – come la chiamano a Reggio – ha realizzato il suo sogno. L’attività viene sospesa all’arrivo della stagione calda, alla fine di maggio, e riprende a metà settembre. All’interno del laboratorio si lavora ogni giorno senza sosta dalle 8 alle 20 per trasformare il cioccolato semi-lavorato di qualità in specialità uniche. Praline di tante forme e gusti che incantano la vista e conquistano i palati più esigenti. Prelibatezze che portano dentro i frutti, le spezie e gli aromi della Calabria.
Ogni creazione ha un nome diverso, ispirato a personaggi della mitologia. Helios ha la forma di un piccolo limone e un cuore di cioccolato e limoncello. Demetra sembra uno spicchio d’arancia come l’essenza del suo profumato ripieno. Castore assomiglia alla metà di un guscio di noce, mentre suo fratello Polluce richiama la castagna di cui è fatta la crema del ripieno. E ancora: ha il nome della divinità greca Atena la pralina a forma di chicco di caffè. È peperoncino piccante di Calabria la goccia rossa al centro del cioccolatino fondente Efesto. C’è crema di pistacchi e cioccolato all’interno di Narciso, mandorla intera tostata in crema alle mandorle e cioccolato dentro Apollo. Dioniso ha un cuore di gelatina di vino speziata in cioccolato fondente. Ganimede una composta di mele cotogne e zenzero fresco. E l’elenco delle raffinate bontà potrebbe continuare.
“La fattura di questi prodotti – spiega “la signora del cioccolato” – è rigorosamente artigianale con l’utilizzo di materie prime di altissima qualità provenienti in massima parte dal territorio calabrese: agrumi, castagne, noci, mele cotogne, fragoline di bosco e l’immancabile peperoncino. Altre materie prime utilizzate vengono dalla vicina Sicilia, come il pistacchio di Bronte Dop e le mandorle di Avola. E poi nocciole “gentili delle Langhe”, rum austriaco 80 gradi, il tutto ricoperto di cioccolato fondente 72 per cento, cioccolato al latte 38 per cento, cioccolato bianco 31 per cento”.
Conclusa nel 1996 l’esperienza da insegnante di lingua inglese in un Istituto superiore, Cristina si è dedicata anima e corpo alla sua passione e nel 2005 ha inaugurato l’unica cioccolateria artigianale di Reggio. Una cosa però non hai smesso di fare: devolvere parte del suo guadagno ai bambini del Madagascar. In passato ha donato spesso un intero stipendio per aiutarli. Oggi da imprenditrice devolve gran parte dei profitti del laboratorio. “Retribuite le mie due collaboratrici, Ani e Roberta, pagati i fornitori, per me non tengo niente – dice – mi basta la pensione da insegnante”.
“Per fare un buon prodotto, bisogna essere empatici con il cioccolato. – spiega – Se per qualche motivo sono nervosa, preferisco non lavorare il cioccolato. Altra cosa importante è non avere fretta. Il cioccolato ha bisogno di essere coccolato”. Tempo, esperienza e pazienza unite all’eccellenza di questa terra.
Cristina conserva ancora il primo stampo, un cammeo. Adesso ce ne sono centinaia nel laboratorio e l’attività non si ferma mai. La pausa estiva serve per programmare la nuova produzione. E per le ricorrenze di Natale e Pasqua, nel laboratorio c’è un gran fermento per la creazione di forme di cioccolato ispirate alle festività. Perché sarà vero, come lei dice, che quella per “il cioccolato è una passione che cresce”.

Settembre 2016