A carlopoli, un paese a mille metri ai piedi della Sila, una piccola impresa partita dal nulla crea infusi e grappe ormai note in tutta Italia. Grazie alle erbe di montagna e alle tecniche di produzione di una volta

di Valerio Strati

È un’azienda familiare che segue le antiche ricette dei monaci cistercensi quella del liquorificio Gentile. Nata nel 2000 da un’idea di Luca Gentile e di sua moglie, è oggi una delle due uniche produttrici di liquori della provincia di Catanzaro. “Tutto è iniziato preparando amari e limoncelli a casa – racconta l’imprenditore – Non avrei mai immaginato che oggi saremmo diventati proprietari di un’azienda tutta nostra. Abbiamo approfondito quello che sapevamo fare tra le mura domestiche per riprodurlo, con la dovuta dedizione, su larga scala. Le ricette che utilizziamo sono tramandate da generazioni. Erano quelle usate dai monaci che vivevano nell’Abbazia qui vicino. Ovviamente sono riviste e controllate da studiosi ed esperti. Ci avvaliamo della collaborazione di un chimico e un biologo. Le loro indicazioni e verifiche sono fondamentali”. L’azienda Gentile si trova a Carlopoli, una cittadina della provincia di Catanzaro, a 1000 metri sul livello del mare, ai piedi del Parco Nazionale della Sila. A distanza di qualche chilometro dal paese si possono scorgere i ruderi dell’Abbazia di Santa Maria di Corazzo, dove visse l’abate e scrittore Gioacchino da Fiore. La zona rappresentò uno dei percorsi di transito più frequentati soprattutto nel Medioevo. Ed è proprio lì che nel X secolo risiedevano i monaci benedettini, mentre nel XII furono i cistercensi ad abitare e ricostruire il monastero. Ancora oggi, come allora, i luoghi vicino all’Abbazia sono determinanti per le caratteristiche dei prodotti ottenuti.
La maggior parte delle materie prime usate per realizzare i liquori, ovvero erbe, finocchietti, ortiche o noci sono tutte raccolte direttamente dai Gentile e soprattutto nell’area circostante l’azienda. “Sono questi ingredienti locali a dare qualità alle nostre bottiglie – dice Luca Gentile – I procedimenti per la preparazione sono semplici: per fare l’amaro lasciamo macerare le erbe nell’alcol a 96 gradi, per 40 o 50 giorni, o per 10-12 giorni se sono scorze di limone per fare il limoncello. Il ricavato è un infuso i cui gradi alcolici sono sensibilmente inferiori a quelli previsti in etichetta, dunque ci adoperiamo per raggiungerli introducendo acqua e zucchero sciolti a freddo, e ancora alcol”. La preparazione dei prodotti è eseguita totalmente dall’azienda: dalla raccolta delle erbe all’imbottigliamento ed etichettatura. Prima di arrivare alla vera produzione aziendale, cioè nel 2004, Luca Gentile deve superare tanti ostacoli burocratici. Ben quattro anni per acquisire licenze, affittare e ristrutturare i locali in cui si trova l’azienda e comprare i macchinari. Le attrezzature per scelta del proprietario sono semiautomatiche. Occorre sempre l’apporto di un operaio per far funzionare tutto. Ma è questo che fa la differenza. Oggi dopo15 anni di attività l’azienda produce ben 13 tipi di prodotti tra liquori, amari e grappe. Possiamo citare, tra quelli di punta, l’amaro dell’Eremita, preparato con 21 erbe diverse, e di cui si vendono 15.000 bottiglie l’anno. Il Liquirì alla liquirizia, l’Aranzhu ottenuto dalla macerazione dei semi di anice, il finocchietto selvatico, la grappa acquavite di vinaccia, il limoncello, il nocino, la crema di castagne e l’Hot chocolate con cioccolato e peperoncino. Di queste, per ogni tipo, se ne vendono circa 500 l’anno. Chi volesse acquistare i prodotti Gentile può farlo da casa usando il sito aziendale liquorigentile.it. Al nord Italia sono venduti nei ristoranti di Monza, Genova, Torino o Ivrea, oppure si possono trovare in Calabria in enoteche o locali di prodotti tipici. E non manca la Sicilia. A Ragusa è rilevante la collaborazione con un’altra azienda. “Lavoriamo su commissione – spiega Luca Gentile – Produciamo per conto terzi usando materie prime calabresi e siciliane insieme. Nel ragusano, infatti, si possono assaggiare alcuni nostri prodotti: il liquore e l’amaro al caffè nero e al caffè bianco. Nei supermercati invece non siamo presenti. Preferiamo tenere alta la qualità che abbassare i prezzi e avere in giro più bottiglie. È la nostra politica di marketing. I nostri prodotti sono di fascia media e hanno un buon rapporto qualità prezzo”. Anche se negli ultimi anni le vendite sono leggermente diminuite a Luca Gentile non interessa quel tipo di mercato. Ha le idee chiare l’imprenditore. Cerca di mantenere fede ai propri propositi perché sa che la qualità nel lungo periodo paga. E nonostante la Calabria sia sempre dipinta di nero e nell’immaginario collettivo venga considerata rurale sotto molti aspetti, c’è ancora chi con sapienza e coerenza porta avanti un sapere antico, un artigianato evoluto, senza renderlo facile merce di scambio. “Non bisogna fare di tutta l’erba un fascio – aggiunge Luca – Ci sono molte cose negative in Calabria ma molte sono anche le eccellenze. Noi nel nostro piccolo ne siamo dimostrazione. Abbiamo una continua voglia di crescere e migliorarci. Sono molto fiducioso per il futuro. Ovviamente aspettiamo il periodo buono per investire. Ma una rivelazione posso farla: fra un po’ presenteremo un nuovo prodotto, i rosoli. Proprio come si faceva 50 o 60 anni fa. Alla rosa, alla viola o alla pesca”.

Luglio 2017