di Valerio Strati

Lascia Reggio Calabria con una laurea in Lingue in tasca per specializzarsi in Spettacolo all’Università Cattolica di Milano. Gaetano Tramontana, dopo tre anni di studio, si diploma in Regia teatrale, con una tesi in Drammaturgia discussa con Renata Molinari. La sua inclinazione a praticare teatro lo porta a frequentare corsi con importanti docenti della scena milanese. “Tra i tanti stage seguiti in quegli anni – dice Gaetano – quelli con Kuniaki Ida, Gabriele Vacis e Silvio Castiglioni sono stati i più importanti. Alla Cattolica, dopo la specializzazione, ho iniziato a collaborare con il dipartimento di Comunicazione e Spettacolo. Insegnavo Storia del teatro filmato per la televisione. E poi scrivevo saggi e pubblicazioni. Era un periodo intenso. Ho anche iniziato a condurre laboratori teatrali”. Sulle tavole del palcoscenico Gaetano conosce l’attore Basilio Musolino, anche lui reggino, con il quale instaura un’intensa amicizia. È l’inizio di una collaborazione lavorativa che lo porterà a ripensare nuovamente al suo futuro. Nei primi anni 2000 a Reggio Calabria ci sono poche realtà teatrali. Eccetto quella del professore Rodolfo Chirico, quella dialettale e qualche esperienza universitaria non ci sono altri riferimenti. Motivo in più per immaginare di inventarsi un’attività nella propria terra. “Insieme al collega Basilio abbiamo deciso di fondare un’associazione culturale nella nostra città d’origine – racconta il regista – ma inizialmente tornavo raramente. Anche perché avevo delle collaborazioni in corso a Milano. Poi quando nel 2005 sono diventato presidente ho scelto di rientrare definitivamente per prendere in mano la situazione”. L’associazione Spazio Teatro diventa subito un riferimento per chi si vuole avvicinare alla recitazione. Il socio Basilio abbandona e Gaetano resta unico coordinatore. Ma alcuni ex allievi lo affiancano creando un gruppo che sostiene l’attività. In una sala di circa cinquanta posti si organizzano rassegne teatrali, laboratori e produzioni. Attori come Saverio La Ruina, Peppino Mazzotta, Gianfranco Berardi e Marco Baliani calcano la scena di quel piccolo teatro. “Ci siamo connotati come realtà indipendente e siamo sempre rimasti coerenti – dice Gaetano – Non abbiamo avuto mai un grosso supporto dalle istituzioni, se non nei primi anni. Oggi abbiamo avviato un importante percorso con i laboratori per bambini e un festival per ragazzi. È difficile lavorare in Calabria perché siamo isolati e si investono meno soldi che in altre regioni. Il rapporto con le altre realtà del territorio è però buono. Ci si confronta molto, e questo è positivo. Per il futuro punto alla qualità e far girare molto di più gli spettacoli che produciamo”.

Maggio 2018