di Valerio Strati

Brioso e pieno di energia. Walter Cordopatri, ventinovenne di Rizziconi, in provincia di Reggio Calabria, è un attore con una brillante carriera davanti. Lascia il suo paese a sedici anni e si trasferisce in Friuli per fare il calciatore, ma un infortunio blocca la sua attività. Probabilmente è il destino che inizia a tessere la sua tela. Un insegnante di Lettere, infatti, prendendo spunto da una scenata di Walter per evitare un’interrogazione, gli consiglia di provare a fare l’attore. “È da questo episodio che ho iniziato a pensarci davvero – racconta Walter – Dopo varie riflessioni ho fatto il provino alla scuola Sperimentale di Cinematografia di Roma e l’ho superato. Avevo diciannove anni e la mia strada è cambiata di nuovo radicalmente. Giancarlo Giannini è stato il mio professore di riferimento. Subito dopo la scuola sono arrivati i primi lavori con registi importanti”. Walter può vantare premi e collaborazioni con alcuni grandi del cinema quali Marco Risi e Daniele Luchetti, e in teatro è stato diretto da Antonio Salines. Il pensiero alla sua Calabria, però, non lo abbandona mai. Soprattutto non riesce ad accettare che la sua Regione non abbia una scuola di recitazione. Dall’idea iniziale alla realizzazione sono passati due anni, ma alla fine ce l’ha fatta. Ha scritto il progetto e l’ha presentato a vari Comuni. Il sindaco di Cittanova, in provincia di Reggio Calabria, ha sposato l’idea e oggi la Scuola di Recitazione della Calabria è attiva con insegnanti professionisti provenienti da tutta l’Italia. “A un mese dall’apertura  – dice Walter – abbiamo già sessanta allievi e quattro classi diverse secondo l’età. Sono arrivati ragazzi da tutta la regione, dai dieci anni agli over trenta”. Il Polo Solidale per la Legalità, struttura concessa dal Comune, ospita nei suoi locali la scuola di cui Walter è ora direttore e dove si possono seguire materie come dizione, canto, recitazione, acrobatica, clownerie, danza, yoga e storia del teatro e del cinema. “Adesso sto lavorando per ottenere un riconoscimento istituzionale – aggiunge l’attore – La strada è lunga, ma bisogna crederci. Non dò retta a chi dice che la Calabria è ignorante. È indifesa, malata forse, ma curabile. Penso solo all’opportunità che i ragazzi possono avere: conoscere se stessi attraverso la recitazione”.

Marzo 2017