di Augusto Cavadi

Il turista che sbarca per la prima volta in Sicilia, pronto a scoprire paesaggi inediti, può rimanere sorpreso da una constatazione: l’isola, dal punto di vista naturalistico, è davvero diversa dal resto del mondo per colori, temperatura, panorami; ma i siciliani non sono, antropologicamente, altrettanto diversi dal resto dell’umanità.

Le ragioni per cui gli abitanti del pianeta si omologano negli usi e nei costumi, nei desideri e nei consumi, sono varie: e non sempre gradevoli né in se stesse né nelle conseguenze. Ma, quali che siano le cause, gli effetti sono davanti ai nostri occhi: per virtù e per vizi, i compatrioti che il visitatore ha lasciato a Montpellier o a Salisburgo non sono di una pasta radicalmente differente rispetto agli abitanti di Trapani o di Siracusa.

In un libro di alcuni anni fa, L’Italia a pezzi, Antonio Roccuzzo si chiedeva nel sottotitolo: Cosa unisce Catania e Reggio Emilia? La risposta, o meglio le risposte, erano articolate e, per quanto ho capito viaggiando un po’ per l’Europa, potrebbero valere per molte altre città del Nord e del Sud. Innanzitutto, purtroppo, le città italiane ed europee sono accomunate da ombre: Dzla linea della palmadz (di cui parlava anni fa Leonardo Sciascia per indicare il confine tra cultura mafiosa presente nel Meridione italiano e il resto del Paese) si è spostata sempre più verso il Nord.

Gli intrecci fra gli imprenditori del Settentrione e la criminalità organizzata del Sud si sono fatti sempre più stretti: i primi hanno investito nelle regioni meridionali capitali vieppiù consistenti in affari legali e illegali e, viceversa, le famiglie mafiose si sono trasferite nelle regioni settentrionali per infiltrarsi nelle amministrazioni pubbliche, nelle banche, nei traffici illeciti. I rifiuti tossici di molte aree industriali del Nord vengono seppelliti nel Meridione; la droga importata nel Meridione viene spacciata fra i giovani di Milano o di Berlino. Notare l’omologazione in chiave esclusivamente negativa sarebbe, però, riduttivo; anzi ingiusto. Infatti i vari Dzpezzidz dell’Italia, e dell’Europa, si vanno ricomponendo anche in senso positivo.

I cittadini migliori, anche grazie agli strumenti telematici, si vanno riconoscendo e collegando, indipendentemente dalla collocazione geografica: Giovanni Falcone e Paolo Borsellino sono onorati al Nord non meno che al Sud; le cooperative emiliane sono attivissime nel rivendere pasta, vino e olio prodotti dalle cooperative siciliane; gli angoli del Meridione resi celebri dalla letteratura e dalla cinematografia costituiscono mèta privilegiata di visitatori affascinati che arrivano da ogni regione del paese.

Ecco perché, col passare degli anni, i turisti in Sicilia trovano, nel paesaggio umano, sempre meno folclore: ritrovano un’atmosfera familiare, poco esotica. Respirano l’aria dell’Occidente: con i suoi