di Valerio Strati

Lascia Reggio Calabria per trasferirsi a Bologna. Frequenta il corso di laurea in Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo e intanto studia anche al Conservatorio. Nino Spezzano, classe ‘60, ha sete di conoscenza e trova nel capoluogo emiliano un territorio ricco di stimoli. “Ho avuto la fortuna di avere insegnanti come Umberto Eco e Luigi Squarzina – dice Nino – Il mio indirizzo era musicale, ma mi affascinavano anche cinema e teatro. Leggevo tantissimo e frequentavo jazz club, cinema d’essai e rassegne teatrali. Alla fine degli anni ’70 Bologna viveva un fermento straordinario. È lì che ho iniziato a conoscere e amare il jazz”.
Dopo il diploma in clarinetto classico, insegna tanti anni nelle scuole medie della provincia bolognese. Il successivo rientro al sud è un ritorno alle radici. Un bisogno di ritrovarsi e riscoprirsi. Prima del definitivo rientro alla città natia, trascorre quattro anni a Napoli. Si fa contaminare dalle melodie partenopee respirandone il sound musicale a pieni polmoni. Un passaggio quasi obbligato anche per riconnettersi al ritmo meridionale. “Non ho mai smesso di suonare – racconta il professore – Ritornato a Reggio mi sono dedicato ai concerti insieme con mia moglie che è soprano. Avevo un entusiasmo e una carica incredibile. Pensavo che la vitalità intellettuale e il mondo interiore che avevo sviluppato potessero attecchire nella mia città. Nel 2004 ho fondato un club musicale dove organizzavo concerti, rassegne di cinema e teatro. Un gruppo di intellettuali era sempre presente e con loro si immaginava un futuro diverso. Ma non ho avuto la risposta che speravo e ho chiuso”.
Nino Spezzano è insegnante, musicista, operatore culturale e per alcuni anni il suo attivismo arriva anche alla politica. Suona con grandi nomi della musica come Ray Charles e Lucio Dalla. A 44 anni vince un concorso come professore di jazz al Conservatorio di Reggio. Si dedica ai suoi allievi e allo strumento, non trascurando i progetti culturali. “Da circa 20 anni organizzo Suoni del risveglio – spiega Nino – un festival musicale che riporta, attraverso vari concerti, i suoni del mediterraneo nella mia città. Non mi fermo mai, ma ho ridimensionato le mie aspettative. Ho preso tante batoste da questa terra a cui ho dato tanto. Oggi ho un rapporto difficoltoso. Conflittuale. C’è un’indifferenza generale e manca l’attenzione politica sui problemi culturali. Occorrerebbe cooperare insieme: politici, operatori culturali, artisti e cittadini. Vorrei continuare a lavorare per la mia città per poi aprirmi alle altre regioni e agli altri Stati. Ci vuole ambizione e insieme onestà intellettuale”.

Luglio 2017