In città la prima proiezione dei Lumière è del 1897. Nel 1906 nasce una casa di produzione locale che realizza documentari di vita cittadina. I palermitani? In visibilio

I primi tentativi, affidati ad apparecchi che si chiamavano Cosmorama, Kinetoscopio, Kinefotografo, poi l’arrivo del cinematografo Lumiére: prima proiezione  al Teatro Garibaldi di Palermo nella primavera del 1897, a due anni di distanza dallo storico debutto di Parigi. È un viaggio agli albori della settima arte, il volume “L’arte del silenzio – Le origini del cinema in Sicilia”, edito da 40due edizioni e firmato dal nostro collaboratore Sebastiano Gesù, storico e critico del cinema, docente all’Università di Catania e al Centro sperimentale di cinematografia di Palermo, direttore di Festival, appassionato ricercatore e collezionista. Una galoppata nella storia che parte dai “cinematografari” ambulanti, passa dalla costruzione delle grandi sale, arriva alla nascita delle prime case di produzione. Qui il racconto di ciò che accadde a Palermo, corredato dalle straordinarie fotografie d’epoca

di Sebastiano Gesù

La «Lucarelli Film» Finita l’era del cinematografo ambulante, con l’insediarsi nelle grandi città siciliane delle prime sale di proiezione, che continuamente reclamavano nuovi film, si poneva il reperimento di nuove pellicole che a causa della crescente richiesta cominciavano a scarseggiare sul mercato. Pertanto, l’attività produttiva cinematografica anche in Sicilia cominciò a essere molto viva fin dal 1908, ed ebbe una stagione fulgida a ridosso della prima guerra mondiale. Il primo a tentare l’impresa fu Raffaello Lucarelli, un fiorentino trapiantato a Palermo, che nel 1906 si trasferisce per un mese a Parigi ad apprendere “l’arte della ripresa cinematografica”, quindi acquista un apparecchio Eclips e fa ritorno a Palermo dove incomincia a riprendere scene di avvenimenti cittadini che fanno andare in visibilio i palermitani.

Ma Lucarelli progetta di fare girare le sue realizzazioni in modo che trovino facilmente sbocco nelle sale cinematografiche di tutta l’Isola, perciò costituisce una società di distribuzione, la «Sicania Film», che l’anno successivo trasformerà in «Industrie Cinematografiche Lucarelli», divenendo la prima casa di produzione siciliana in ordine di tempo, che nel 1908 dà vita al «Giornale cinematografico Lucarelli» e per trasformarla successivamente in società in accomandita denominata «Industrie Cinematografiche Lucarelli».  La società nel primo periodo della costituzione vive soprattutto mediante una serie di riproduzioni dal vero che ripropongono attività di varia natura: riprende soprattutto la vita e gli avvenimenti del capoluogo e dintorni: come Le feste commemorative di Palermo, La venuta in Sicilia dell’imperatore di Germania Guglielmo II, Il matrimonio Florio-Montereale, I cantieri navali di Palermo, Il bacino idroelettrico di Piana dei Greci, Ricevimenti a Villa Igiea con attrici e notabili, e ancora vendemmie, estrazione di zolfo e via di seguito.

Da lì a qualche anno, siamo nel 1914, nei teatri di posa della «Lucarelli film» situati in piazza Carlo Giachery, cominciano a prodursi film di genere drammatico, comico e di attualità che trovano sbocco sul mercato internazionale in quanto la casa palermitana entra presto a far parte del consorzio distributivo della casa parigina «Pathé». Di questo accordo restano a testimonianza le corrispondenze tra Lucarelli e Carlo Pathé in merito a delle lamentele portate avanti dal palermitano nei confronti della casa parigina per avere ridotto di gran lunga due documentari ripresi sull’Etna al gelo dell’alba e che gli erano costati tanta fatica e qualche manifesto francese titolato Le silence du coeur col doppio logo «Lucarelli film Palermo» e «Pathé Frères Paris».

Fu il periodo di maggiore espansione della «Lucarelli Film». Di quegli anni si rintracciano i seguenti titoli di film: Più forte dell’odio, Il silenzio del cuore, Rosa Thea, Fior di rupe. Gli attori della Lucarelli Film furono Leo Benfante, Emilio Graziani Liana Noris, Renato Giorgi, Tina Ivers, Edmondo Barbieri. Si ha notizia frammentaria di un possibile accordo con Nino Martoglio ed Angelo Musco. Il primo lungometraggio fu girato e interpretato da Ettore Nola attore teatrale passato alla Cines e poi tornato in città. Il Nola come metteur en scene realizzò un dramma siciliano che impressionò molto per l’ambientazione e per il tema legati alla realtà umana e sociale dell’isola, dal titolo La bufera.

A proposito della “Lucarelli Film”, il «Giornale di Sicilia» scrisse: «Superate le prime non lievi difficoltà per un primo impianto di tal genere, la nuova industria si accinge a lanciare sui mercati cinematografici, come produttrice, una serie di lavori drammatici che, pur aggirandosi nell’ambiente della vita intima, avranno come loro campo d’azione quanto di più bello, di più pittoresco offre l’Isola nostra. Era tempo che la pellicola eternasse anche le meraviglie delle nostre contrade, che l’anima passionale siciliana e sognatrice potesse, fra il profumo dei suoi aranci in fiore, dare al mondo il suo contributo d’arte tal quale la vita vera presenta. Noi finalmente potremo dimostrare che non sono i coltelli e l’omertà che formano la caratteristica unica e speciale di questa terra, ma che in essa rifulge forse più che in ogni altro popolo il senso fine dell’amore e della generosità portata al più alto grado.

Questi i principi basilari d’arte che si propone diffondere la nuova industria cinematografica, queste le idee che animato il suo coraggioso fondatore. Conoscitore cosciente dei tesori innumerevoli e misconosciuti che l’Isola e il popolo racchiudono, forte di una volontà ferrea, ha dato il gran passo. Ed un gran passo è questo infatti, se si tiene conto delle sorprese che questo genere d’industria può preparare; se si tiene conto specialmente che il Lucarelli staccatosi in modo definitivo dal cav. Vincenzo Florio per l’esercizio del cinematografo di via Cavour, ha giocato una carta che potrebbe decidere di tutto un avvenire tranquillo e sicuro…». Nel frattempo Lucarelli era entrato in società, per poi separarsi abbastanza presto, con Vincenzo Florio.

Da parte sua Vincenzo Florio troverà un altro partner, Michele Fileti Anca e continuerà la sua breve e modesta attività. Sotto la denominazione Industrie Cinematografiche Siciliane. Superate le non lievi difficolta dell’avvio della produzione e successivamente della separazione dal socio, stabilizzatasi, la Lucarelli Film assicura a Palermo e alla Sicilia una sistematica e lodevole iniziativa produttiva. La sede della nuova società da piazza Giuseppe Verdi si trasferisce nei magnifici e ampi locali di via Mariano Stabile 160, fatti costruire appositamente dal Lucarelli: «un grande cantiere con teatro di posa, che sorge in una vasta area e in mezzo a uno dei giardini incantevoli della conca d’Oro, vicino alle falde del pittoresco Monte Pellegrino». Malgrado questa struttura di rilievo, e il citato accordo con il consorzio distributivo che fa capo alla Pathè Frères, la produzione Lucarelli, non va granché, i film circolano con difficoltà e si legge sulla stampa dell’epoca di un probabile accordo con la Casa torinese Film Artistica Gloria.

Tale collaborazione porta alla nascita di una nuova marca, la Gloria Sicula Lucarelli Film, che realizza un solo lungometraggio di un certo interesse, Occultismo. Siamo in piena estate del 1914 e degli altri lavori annunciati come in lavorazione non si ha traccia. L’attività della Lucarelli ormai arenatasi si estinse lentamente anche a causa dell’incipiente conflitto bellico. La Casa si trascinerà ancora per alcuni anni realizzando per poi venderli alla Pathé dei documentari sugli accadimenti sull’Isola. La Lucarelli aprì a Palermo due scuole di recitazione quella che prese il nome del suo direttore Paolo Azzurri e l’Accademia d’Arte cinematografica attestata in piazza Croci presso l’Excelsior Palace diretta dagli attori Leo Benfante e Lina De Gorles. Sull’«Eccentrice» del 1921 si legge: «La disciplina dei gesti, la ginnastica sapiente del viso, la misura dei silenzi, la cura degli sfondi, il gioco di luci, hanno nella scuola di Lina De Gorles e Leo Benfante, maestri impeccabili, una evidenza rara di interpretazioni e di effetti».

La «Sicula Films»  Alla esperienza del Lucarelli, segue a ruota, ma con minor fortuna, quella del fotografo palermitano Giuseppe Gabrielli, che a sua volta fondò la «Sicula Films» con sede in corso Tukory. I soli film realizzati da questa Casa di produzione, che ebbe vita breve, sono I funerali del poliziotto G. Petrosino, Coltivazione dei fichi d’India in Sicilia e Il varo del piroscafo “Principe Umberto” a Palermo. Tutti quadri dal vero di breve durata, girati tra il 1908 e il 1909, della cui vendita venne incaricato il milanese Luigi Marone. Il Gabrielli, che gareggiava col Lucarelli, alla ricerca di avvenimenti da immortalare con la macchina da presa, da valente pioniere del cinema, qual era, non si fece dunque sfuggire l’occasione di immortalare le imponenti e solenni esequie che la città di Palermo tributava al poliziotto italoamericano che si era prefisso di sconfiggere la mafia ma che il 12 marzo 1909, quattro colpi di pistola, sparatigli nei pressi di Piazza Marina a Palermo, concludevano la brillante carriera investigativa del poliziotto, nemico numero uno de “La Mano Nera” americana. Un avvenimento di tale portata fece il giro di tutto il mondo attraverso la stampa, ma solo il potere delle immagini animate sulla tela bianca poteva consegnarlo definitivamente alla leggenda.

«Industrie Cinematografiche Siciliane» Come già detto dalla separazione tra Raffaello Lucarelli e Vincenzo Florio (con il quale il Lucarelli aveva costituito per un breve periodo la società anonima «Industrie Cinematografiche Lucarelli»), nascono le «Industrie cinematografiche Siciliane» per volontà del Florio, che si cercò a sua volta un nuovo partner, un certo Michele Fileti Anca, per continuare l’attività nel mondo della celluloide. In realtà l’attività dei due soci, che si svolse tra il 1914 e il 1917, si rivelò abbastanza modesta. La società realizza soltanto una serie di documentari “dal vero”, tra cui: Il disastro di Linera sul terremoto dell’8 maggio 1914, Le saline di Trapani del 1916, Corse al galoppo alla Reggia Favorita del 1917.