di Valerio Strati

Lascia la sua terra per mettersi in gioco e sceglie di studiare a Milano. Felice Orazio Chirico va via da Reggio Calabria a diciotto anni, subito dopo il diploma, e si iscrive alla facoltà di Economia aziendale e management della Bocconi. “Ho avuto un rapporto intenso con Milano – dice Chirico – Mi sono inserito nel contesto universitario a pieno, ho conosciuto tantissime persone e ho fatto associazionismo. Tuttora sono nel consiglio direttivo di Attendiamoci onlus, un’associazione culturale che lavora sulla prevenzione del disagio giovanile e sull’inserimento dei giovani nel mondo accademico. Ha sedi a Roma, Pavia, Torino, Reggio Calabria e Milano. Nella sede milanese di via Massena, sita in un bene confiscato alla criminalità organizzata, ho vissuto giornate di studio, incontri con docenti, attività sportive e ricreative che hanno facilitato la mia integrazione con la città”.
Dopo cinque anni, la laurea, un Erasmus a Lione e uno stage in una società di consulenza, decide di tornare al sud. La famiglia ha un’azienda, l’Agrumaria Reggina, che da trent’anni produce concentrati di agrumi, ed è forte il desiderio di dare il suo apporto al lavoro iniziato dal nonno. La sua figura professionale manca nel team della dirigenza e così Felice entra a farne parte. “Volevo fare l’imprenditore nella mia città d’origine e farlo con la mia famiglia – dice Chirico – La mia preparazione nel marketing e nella vendita permette di internazionalizzare il mercato. Viaggio molto per lavoro, almeno tre volte al mese. L’azienda è un’opportunità e al tempo stesso una grande responsabilità. Curo i rapporti all’estero con l’Algeria, dove abbiamo una filiale, con la Cina, la Turchia, il Pakistan, l’Arabia Saudita e la Malesia. Forniamo il prodotto a chi, diluendolo con acqua e zucchero, lo produce e lo distribuisce sul mercato. Credo molto nel lavoro che faccio e nelle persone valide che danno il loro apporto per migliorare le cose”.
Questo concetto vale per l’azienda come per la sua città. Felice più che soffermarsi sulle cose che non vanno e prova a lavorare per cambiarle. Anche oltre l’azienda attraverso l’associazionismo. “Penso che la Calabria sia un territorio stupendo – conclude l’imprenditore – dove c’è molto spazio per chi vuol fare la differenza. Le infrastrutture sono carenti, ma si può fare bene ugualmente. Le grandi cose non succedono in zone di comfort. A chi è andato via direi: ricorda le tue origini e fa qualcosa per la tua terra, se puoi”.

Maggio 2017