di Valerio Strati

Un artista che unisca sensibilità, tecnica e creatività è raro. Ma quando lo incontri è facile riconoscerne le doti. Gianfranco De Franco è polistrumentista e musicoterapeuta, classe ’77, nasce a Laino Borgo, in provincia di Cosenza. Sin da giovanissimo inizia a suonare nella banda del suo paese. Molti gli strumenti a fiato conosciuti. Dal flauto al sax, passando dai più tradizionali: zampogna e ciaramelle. Il suo genere spazia dallo sperimentale al new age, dall’ambient al metal industrial. Si diploma in clarinetto al Conservatorio di Cosenza, città in cui studia e lavora per venti anni. “Nell’ambiente cosentino ho avuto le maggiori esperienze artistiche – dice De Franco – Ho sviluppato progetti con i Mandaraproject, i Red Basica, i Takabum e con la compagnia teatrale Scena verticale. Ogni esperienza, anche minore, è un tassello importante per il mio percorso. Ho lasciato la Calabria per seguire la mia compagna a Perugia e anche perché dal centro Italia posso lavorare meglio. Da qui raggiungo facilmente molte città. A Cosenza non mi sono mancati i riferimenti artistici. È una città viva, ma la Calabria è isolata geograficamente”.
De Franco suona in festival internazionali a Londra, Dublino, Parigi, Colonia, Grenoble, Bruxelles, Mosca. Vince il premio Suoni di Confine/Amnesty International. Compone ed esegue le musiche per spettacoli vincitori di premi Ubu, Hystrio, Ugo Betti, Alessadro Fersen e Antonio Landieri con gli attori Saverio La Ruina e Dario De Luca. “A Perugia ho trovato un terreno fertile per coltivare i miei progetti sperimentali – dice il musicista – Il mio album Imago, un misto tra musica contemporanea e trascendentale, l’ho pensato in Calabria, ma l’ho prodotto fuori. L’Umbria è un ambiente vergine in cui creo in sinergia con scrittori, pittori e attori”. De Franco collabora con l’Accademia di Belle Arti e l’Università per Stranieri di Perugia. A Firenze con la facoltà di Architettura. Realizza performance e conduce workshop. Il prossimo progetto sarà con la compagnia Kripton di Giancarlo Cauteruccio. Un lavoro in cui interagiscono musica, spazio e arte visuale. “Il mio rapporto con la Calabria – conclude De Franco – è intimo. Come se avessi un piccolo cordone sempre attaccato. Cosenza è ottima come terra di formazione, ma anche chi sceglie di restare deve sempre confrontarsi con altre realtà”.

Maggio 2018