di Valerio Strati

La parola chiave della sua vita è ricerca. Solare ed eclettico, Angelo Adamo spazia dall’astrofisica alla musica. Dall’illustrare fumetti alla scrittura. Nasce a Cosenza da genitori di origine siciliana, ma lascia la città a ventritrè anni perché troppo stretta per le sue aspirazioni. “Sono andato via – dice Adamo – perché avevo una forte irrequietezza interiore. Volevo fare tante cose ma percepivo una città ferma, bloccata. All’università ero iscritto in Fisica, ma non c’erano i corsi specializzati che mi interessavano. Anche molti amici cari erano andati via. Suonavo l’armonica e la chitarra già a undici anni e a quattordici facevo serate di piano bar. Ma poi anche il contesto musicale non mi bastava più. Ho iniziato a studiare pianoforte al Conservatorio e ho abbandonato il percorso perché stantio, vetusto. Non riuscivo a integrarmi”.
Angelo si trasferisce a Bologna, città in cui trova il suo ambiente ideale. Moltissimi musicisti di qualità con cui confrontarsi e poi tournée in tutto il mondo. Spaziando dal jazz alla musica leggera. Suona, tra i tanti, con Gianni Morandi al Pavarotti and Friends, a Domenica in, con Mietta, Samuele Bersani, John De Leo, Stefano Bollani e Irio De Paula. “Nel capoluogo emiliano – dice il musicista – ho trovato una città piena di fervore. Una realtà che invece in Calabria non avrei potuto vivere. Mi sono laureato in Astronomia e ho preso un diploma all’Accademia di Belle Arti. La conoscenza del disegno e degli astri mi ha consentito di collaborare per vari enti europei come illustratore di fumetti scientifici per la divulgazione dell’astronomia”.
Angelo viaggia molto e il suo lavoro cresce. Scrive libri, compone e incide album. Collabora a teatro con Ida di Benedetto e Stefano Benni e al cinema nel film Paz di Renato De Maria. Da poco vive a Palermo e all’età di cinquanta anni, arte, scienza, musica e disegno continuano felicemente a far parte della sua vita.
“Tutto quello che ho fatto – spiega Adamo – nella mia terra sarebbe stato impossibile. Anche per questo ho un rapporto di amore e odio. In Calabria la gente intelligente non riesce a fare rete e chi governa guarda solo ai propri interessi. Quando sono al nord difendo la mia Regione, ma conosco le brutture che le appartengono. A Cosenza i governanti attuali sono riusciti a diffondere concetti di bellezza grazie a operazioni intelligenti, ma in generale ciò che abbiamo di bello e buono non è tutelato a dovere”.

Marzo 2018