Abbecedario perché forse il segreto sta tutto nella semplificazione, nel ridurre le presunte complessità all’eresia del buon senso. In Sicilia i problemi nascono non tanto nell’essere complicati, quando dal credersi complicati. E questo complica le cose. Anche le più semplici.

di Roberto Alajmo

Nella casistica dei siciliani che partono e di quelli che restano, emergono col tempo gli appartenenti a un genere particolarmente efferato: gli Apostati.
In un certo senso gli Apostati, o Siciliani Spretati, rappresentano l’opposto correlato degli Integralisti Regionali, quelli che vivono nell’esaltazione di ogni manifestazione della Trinacria, dal bagno a Mondello in gennaio fino alla semplice arancina come la fanno solo qua.

Apostati, viceversa, sono quelli che, andati via dalla loro isola, stanno bene attenti a stigmatizzare ogni notizia che provenga dalla Sicilia. Non che arrivino molte notizie positive, ma per gli apostati deve essere molto chiaro che non solo non ce ne sono, ma non ce ne possono essere. Se alle cronache se ne affacciasse qualcuna che potrebbe anche lontanamente essere considerata positiva, gli apostati si accaniscono a demolirne la rilevanza o la veridicità. Che sia chiaro: di buone notizie non ce ne dev’essere nemmeno una, perché altrimenti la loro apostasia rischierebbe di perdere almeno un briciolo di senso.

Sono i profeti dell’irredimibilità. Se non che a rendere irredimibile la Sicilia è proprio la trincea dell’irredimibilità.